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Navalny condannato a 3 anni e cinque mesi dal tribunale di Mosca

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Navalny condannato a 3 anni e cinque mesi dal tribunale di Mosca
Diritti d'autore  Пресс-служба Мосгорсуда.
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Si è risolta con 3 anni e cinque mesi la condanna dell' oppositore politico Alexey Navalny, l'araldo russo dell'anti-corruzione, che conta un vasto sostegno popolare testimoniato da un coro di ovazioni sui social network. Era stato nuovamente arrestato il 17 gennaio al ritorno dalla Germania, dove ha trascorso cinque mesi per curarsi da un avvelenamento con l'agente nervino Novichok di cui considera responsabili gli 007 del Cremlino.

Possibili altri anni di carcere

Il servizio penitenziario russo ha perorato la causa della violazione da parte di Navalny delle condizioni di sospensione della pena per una condanna per riciclaggio di denaro del 2014 .

Molti arresti fuori dal tribunale moscovita

Nella lunga giornata di udienza Navalny ha sempre mostrato ottimismo e determinazione sulla sua innocenza mentre centinaia di manifestanti presidiavano l'esterno de tribunale moscovita. Oltre 300 di loro sono stati arrestati per diversi reati. In una nota la Russia si augura che l'Unione europea "non commetta la sciocchezza" di collegare "le prospettive delle relazioni Russia-Ue al caso del detenuto. L'Alto Rappresentante Ue Josep Borrell sarà a Mosca dal 4 al 6 febbraio.

Un processo sotto l'attenzione di tutti

La corte dove si tiene il processo a Navalny ha confermato all'agenzia Interfax che erano presenti all'udienza diplomatici di Repubblica Ceca, Austria, Lituania, Norvegia, Svezia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Canada, Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Lettonia e Polonia nonché rappresentanti dell'UE.

I capi religiosi non sostengono Navalny e lo paragonano a Lenin

Come riferisce il sito cattolico asianewsa proposito del caso Navalny "Anche il metropolita Ilarion Alfeev si è lamentato del “coinvolgimento di bambini e adolescenti nelle azioni politiche, ciò che costituisce un’inammissibile violazione dell’ordine legislativo civile, e penso che i colpevoli dovranno assumersene la responsabilità”: ha dichiarato Ilarion nell' intervista rilasciata al canale Rossija-24. Il metropolita ha comunque ammesso che esistono seri problemi sociali, a partire dall’alto livello di corruzione in “alcune” strutture statali, e ha paragonato l’attuale situazione ai tumulti del 1917, prima della rivoluzione d’ottobre, quando appariva di continuo “ogni genere di propagandista, alcuni all’interno del Paese, altri erano all’estero, nella tranquilla Svizzera, da cui organizzavano i disordini in Russia, e da lì Lenin tornò in patria per fare la rivoluzione, che sappiamo a cosa ha portato”.

Secondo Ilarion, Navalny sarebbe il nuovo Lenin che torna dalla Germania per distruggere la Russia, sostenuto dagli sponsor occidentali. Anche il metropolita di Pskov, Tikhon (Ševkunov), ha ricordato i tempi della rivoluzione bolscevica, mettendo in guardia dalle conseguenze che potrebbero venire dall’escalation di proteste.