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Crisi in Italia: Bruxelles mantiene la calma ma lancia messaggi chiari

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Crisi in Italia: Bruxelles mantiene la calma ma lancia messaggi chiari
Diritti d'autore  AFP PHOTO / ITALY'S PRIME MINISTER OFFICE
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Un'altra crisi politica nel bel mezzo di una pandemia è probabilmente l'ultima cosa che Bruxelles avrebbe voluto vedere in Italia.

Le dimissioni del premier Giuseppe Conte destano preoccupazioni sulla capacità del Paese di rispettare i tempi per la presentazione del piano per la ripresa economia e di utilizzare efficacemente i soldi provenienti dal programma Next Generation EU.

Una prima versione del piano è già stata approvata dal parlamento nazionale ma mancano ancora molti dettagli da definire. Dal palazzo del Berlaymont il vicepresidente della Commissione europea,Valdis Dombrovskis, lancia un messaggio chiaro.

"Ci aspettiamo che questo lavoro continui. l'Italia è di gran lunga il maggior destinatario dei fondi per la ripresa economica e c'è quindi molto interesse da parte di tutto lo spettro politico per garantire che il lavoro preparatorio sia finito e l'Italia possa iniziare a ricevere quei soldi".

Lo scenario più probabile è un terzo mandato per Giuseppe Conte, tuttavia si teme che nuove elezioni possano rallentare il processo di stesura della versione finale del piano di ripresa.

L'eurodeputata del PD Irene Tinagli, presidente della Commissione per gli affari economici, assicura che il Paese ha già posto delle buone basi.

"Qualunque cosa accadrà nei prossimi giorni non ricominceremo da zero: avevamo già messo in atto alcune riforme e idee su come accelerare il processo di implementazione, perché sappiamo che quella sarà la grande sfida".

La crisi ha di sicuro fatto inarcare le sopracciglia a quei paesi frugali, come l'Austria, che inizialmente erano riluttanti all'idea di condividere il debito per finanziare la ripresa europea.

“Lasciatemi essere molto franco: si tratta del denaro dei contribuenti - spiega Lukas Mandl, europarlamentare austriaco del PPE - . Qualcuno ha lavorato duramente per quei soldi. Sono soldi dei cittadini europei. Ed è per questo che in ogni caso siamo obbligati a prenderci cura del denaro dei contribuenti il ​​più possibile”.

L'utilizzo efficace di questi soldi da parte dell'Italia è visto come un elemento cruciale non solo per il Paese ma anche per la credibilità del progetto europeo.