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"Riaprite le Università": il grido degli studenti francesi

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Studenti francesi in piazza
Studenti francesi in piazza   -   Diritti d'autore  AFP
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Cancelli sbarrati e studenti in piazza.
Ai tempi del Covid la Francia rivive la protesta degli universitari. Da Parigi il tam tam si è diffuso in diverse altre città del Paese dove i cortei hanno scandito slogan già noti, ma con una priorità: la riapertura degli atenei.

Per ora solo gli studenti del primo anno potranno infatti partecipare alle lezioni frontali, in gruppi ridotti, a partire dal 25 gennaio.

Valentine Renou, studentessa della scuola di ingegneria ParisAgroTech, è critica nei confronti della strategia di contenimento del Covid-19, messa in campo dal Ministero: "Aderisco alla protesta perché credo che le decisioni prese dal Ministero di recente siano largamente insufficienti e che ci sia l'urgente necessità di riaprire le università - dice Valentine - in questo modo, tutta la nostra generazione viene sacrificata e sarà incapace di stabilire legami sociali e di affrontare il mondo di oggi".

Anche Joachim, studente universitario in Storia e Geografia a Parigi IV, reclama attenzione: "Noi studenti, come i ristoratori, siamo i dimenticati. Viviamo una situazione precaria. Soffriamo in silenzio, di fatto".

Anche gli studenti di Lille chiedono la riapertura delle facoltà: "Siamo sufficientemente responsabili e in grado di rispettare un rigoroso protocollo sanitario", dicono.

Geoffrey Peron, rappresentante degli studenti (Giovani comunisti del Nord,) rilancia la richiesta con la consapevolezza di dover far fronte alla situazione in maniera razionale: "L'obiettivo è quello di farci sentire e di iniziare a mobilitarci per la riapertura delle università - spiega - una riapertura che ci sembra molto urgente. Si tratta solo di riaprire le facoltà e lasciare che i corsi si svolgano come prima della pandemia, ma con un rigoroso protocollo sanitario. Abbiamo bisogno di un piano, e di un piano chiaro".