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Italia: il Premier Conte chiederà la fiducia al Parlamento. Lunedì sarà alla Camera

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Di Alberto De Filippis
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Lunedì Giuseppe Conte chiede la fiducia alla Camera. Il giorno successivo al Senato. Il premier ha scelto di andare a vedere le carte dopo che Matteo Renzi aveva ritirato due ministre dall'esecutivo.

Nella giornata di questo giovedì si era recato al Quirinale. Ha poi scelto la strada politicamente più rischiosa. Tuttavia al Senato i numeri contro di lui. Il primo voto sullo scostamento di bilancio, che Italia Viva ha comunque promesso di votare con qualunque esecutivo, sarà invece mercoledì 20 alle 16, sempre a Montecitorio. Davanti alle intemperanze di ex alleati riottosi come Matteo Renzi, Conte aveva comunque voluto rassicurare il Capo dello Stato Sergio Mattarella con la volontà di parlamentarizzare la crisi.

Ma la matematica non sembra per ora dalla parte del premier. Sono in corso manovre soprattutto a Palazzo Madama dove i 18 senatori Italia Viva erano determinanti, per mettere in piedi l'operazione che stabilizzi la maggioranza.

Sia il Pd sia il M5s hanno chiuso le porte a Matteo Renzi e per salvare la legislatura bisogna, secondo loro, blindare il premier cercando quelle che definiscono forze responsabili, i cosiddetti "costruttori", direttamente in parlamento. Il centrodestra si è riunito nel pomeriggio ed è compatto nel chiedere che Conte vada a riferire in aula, auspicando un ritorno alle elezioni in caso il premier non trovasse i numeri in parlamento.

L'ipotesi non è inverosimile, ma rappresenta davvero l'ultima ratio per il Colle che non vede di buon occhio elezioni in piena pandemia e con l'economia italiana in queste condizioni

Intanto sono state accettate le dimissioni rassegnate dalla sen. Teresa Bellanova dalla carica di ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - il relativo interim è stato assunto dal presidente del consiglio dei ministri -, dalla prof. Elena Bonetti dalla carica di ministro senza portafoglio e dall'on. Ivan Scalfarotto, sottosegretario di Stato.