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Lockdown all'inglese, l'opposizione: "Boris Johnson sempre in ritardo"

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Lockdown all'inglese, l'opposizione: "Boris Johnson sempre in ritardo"
Diritti d'autore  AFP
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Il Regno Unito è al momento l'epicentro del Covid in Europa: 81mila persone sono morte, 30mila solo negli ultimi 30 giorni. Oltre 3 milioni di persone hanno contratto il virus. I contagi crescono al ritmo di 400mila a settimana, complice la nuova variante, tristemente nota come "inglese". L'economia ha avuto un calo dell'8 percento. 800mila persone hanno perso il posto di lavoro e centinaia di migliaia di lavoratori sono in un limbo.

Per l'opposizione la colpa di questo disastro è il premier Boris Johnson, sempre in ritardo, mentre il virus corre. Adesso l'intero Paese è sotto un lockdown durissimo: è consentito uscire di casa solo una volta al giorno per fare esercizio fisico, oltre ai casi di assoluta necessità. Una decisione presa solo il 4 gennaio, mentre già il 22 dicembre il comitato consultivo scientifico del governo aveva chiesto un lockdown nazionale.

Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha detto venerdì che la situazione nella capitale era ``"critica'', con una persona contagiata ogni 30 abitanti:

La dura realtà è che finiremo i letti per i pazienti nelle prossime due settimane a meno che la diffusione del virus non rallenti drasticamente

Anche il personale medico è sul piede di guerra

Mentre prima tutti erano in modalità 'dobbiamo solo superare questo', ora tutti pensano: "Ci risiamo. Posso superare questo?''. È davvero, davvero difficile per il nostro personale
Lindsey Izard
infermiera, terapia intensiva St. George's Hospital di Londra

Per i suoi critici Boris Johnson ha collezionato una serie di errori. Il primo, quello di aver sottovalutato l'epidemia a marzo scorso.

Tergiversare prima di bloccare il Paese è costato migliaia di vite.
Anthony Costello
Direttore dell'Institute for Global Health presso l'University College London

Le restrizioni sono arrivate il 23 marzo. Secondo Costello, se la decisione fosse arrivata una o due settimane prima "avremmo avuto 30-40mila morti in meno. E il problema è che ha ripetuto questi ritardi''.

Johnson ha difeso le sue decisioni, dicendo che è facile trovare difetti quando si guarda indietro.

I consulenti scientifici hanno detto tutto e il contrario di tutto.
Boris Johnson
premier britannico

La commissione per la scienza e la tecnologia del Parlamento, in un rapporto pubblicato venerdì, ha scritto che il governo non è stato abbastanza trasparente sui pareri scientifici ricevuti; non è riuscito a imparare da altri paesi e ha reagito troppo lentamente alla crescita dei contagi. Ma il governo vanta il successo dei tre vaccini approvati e ha promesso di somministrare le due dosi, necessarie per essere immuni, a 15 milioni di persone entro la metà di febbraio.

"Gente confusa da Boris Johnson"

Con il calo dei tassi di infezione durante l'estate, il governo ha incoraggiato le persone a tornare nei ristoranti e nei luoghi di lavoro per rilanciare l'economia.

Il governo ha confuso la gente: cena fuori, non cenare fuori, torna a lavoro, non tornare a lavoro, stai a casa, esci.
Keir Starmer
leader dell'opposizione

Quando il virus ha iniziato a manifestarsi di nuovo a settembre, Johnson ha rifiutato il consiglio dei suoi consulenti scientifici di bloccare il paese. Alla fine è stato costretto ad annunciare un secondo lockdown della durata di un mese il 31 ottobre. Le speranze che questa mossa sarebbe stata sufficiente sono state deluse a dicembre, quando gli scienziati hanno avvertito che una nuova variante aumentava la trasmissione del virus. Johnson ha rafforzato le restrizioni per Londra e il sud-est. Il 22 dicembre il comitato consultivo scientifico del governo ha chiesto un lockdown nazionale, che è stato annunciato solo due settimane dopo.

Perché questo primo ministro, con tutte le competenze scientifiche a sua disposizione, tutto il potere per fare la differenza, è sempre l'ultimo a capire cosa c'è da fare? Il premier non è stato a corto di dati, è stato a corto di giudizio
Jonathan Ashworth
portavoce per la salute del partito laburista