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In Belgio scendono i contagi ma il governo non abbassa la guardia

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Di Elena Cavallone
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In Belgio scendono i contagi ma il governo non abbassa la guardia
Diritti d'autore  ERIC LALMAND/AFP
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Scendono lentamente i contagi ma le misure anti coronavirus rimangono invariate. Cosi ha deciso il governo belga venerdì.

Una decisione che probabilmente ha deluso molte persone, esauste dopo mesi di reclusione, ma che segue l'avvertimento dei virologi a non abbassare la guardia.

Il professore Steven Van Gucht, direttore del dipartimento di malattie infettive presso Sciensano non ha dubbi sul da farsi: "non credo che i tempi siano maturi per allentare le restrizioni. Sebbene i numeri in Belgio siano migliori che in molti altri paesi europei, non sono comunque buoni. Sono alti almeno il doppio di quanto previsto, quindi non possiamo davvero allentare le misure".

Il Natale in Belgio è stato uno dei più rigidi in Europa, con contatti limitati a solo una persona. Oltre a bar e ristoranti chiusi, obbligo di indossare la mascherina sia all'aperto che al chiuso, da novembre vige un coprifuoco dalle 22 alle 6.

Il paese, di soli 11,46 milioni di abitanti, registra ancora una media di circa 1600 infezioni e 130 ricoveri al giorno.

Ma queste misure rigide sono esattamente il fattore che mantiene bassi i contagi nel paese, afferma Van Gucht.

Il paese inoltre ha inasprito le misure per scoraggiare i viaggi all'estero durante le festività natalizie. La regione di Bruxelles ospita molti stranieri per via della presenza delle istituzioni europee e molti "expat" hanno preferito rientrare nei loro paesi per festeggiare il Natale. Il timore è che il loro rientro possa aumentare la diffusione del virus e per chi rientra è dunque previsto un test all'arrivo e una quarantena di 10 giorni, seguita da un altro test.

Ma con l'arrivo del vaccino quanto ancora dovranno durare queste misure?

"Le cose inizieranno a schiarirsi ma dobbiamo essere pazienti. Sarebbe un errore procurare una terza ondata che possiamo evitare. Il vaccino c'è. Vediamo la luce alla fine del tunnel e questo è davvero il messaggio principale".