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La Germania impone quote rosa nei vertici delle aziende quotate in borsa

La borsa di Francoforte, 17 marzo 2020
La borsa di Francoforte, 17 marzo 2020 Diritti d'autore AP Photo/Michael Probst
Diritti d'autore AP Photo/Michael Probst
Di Alice Tidey
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I consigli di amministrazione con più di tre membri dovranno avere almeno una donna: la percentuale dovrà essere almeno del 30% nelle aziende con una partecipazione statale. Il disegno di legge del governo ora dovrà essere approvato dal Bundestag

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Il governo tedesco ha approvato un disegno di legge per rendere obbligatorie le quote rosa nelle sue società quotate. Nei consigli di amministrazione con almeno quattro membri dovrà esserci almeno una donna. Nelle società in cui il governo federale ha una partecipazione di maggioranza la quota dovrà essere del 30%.

Il disegno di legge dovrà ora essere approvato dal Bundestag, il parlamento federale tedesco. L'esecutivo di Angela Merkel ha deciso di rompere gli indugi dopo avere concesso alle aziende una finestra di tempo per trovare in autonomia una soluzione. Soluzione che non è stata trovata, costringendo il governo a prendere l'iniziativa. 

La misura riguarderà 70 delle maggiori aziende del Paese, 30 delle quali non hanno nessuna donna nei loro consigli di amministrazione. Il governo ha descritto la proposta di legge come una "pietra miliare" per le donne in posizioni dirigenziali. Deve ancora essere approvata dai legislatori del Bundestag.

La legge invia "un segnale molto forte", ha detto ai giornalisti il ministro della Giustizia Christine Lambrecht, esortando le imprese a "sfruttare l'opportunità offerta da donne altamente qualificate".

"Possiamo dimostrare che la Germania è sulla strada giusta per diventare una società moderna e adatta al futuro", ha detto il ministro della famiglia Franziska Giffey.

La Francia è all'avanguardia

Poco più di un quarto - il 28% - dei membri dei consigli di amministrazione delle maggiori società europee quotate in borsa sono donne. Otto anni fa questa cifra era del 15%. La Commissione europea sta cercando di imporre una quota del 40% dal 2012, ma è stata respinta dagli Stati membri che sostengono che si tratti di una questione di cui si devono occupare i singoli Stati.

I progressi sono stati più rapidi negli Stati che hanno fissato quote legalmente vincolanti. La Francia, che ha introdotto una quota del 40% nel 2011,  guida le classifica dei paesi con la più alta percentuale di donna nei Cda delle aziende quotate in borsa: poco più del 45%. Seguono Svezia (38%), Belgio, Germania e Italia (tutti al 36%).

In fondo alla tabella si trovano Grecia e Malta (10%) ed Estonia e Cipro, dove solo il 9% dei membri dei Cda sono donne.

Germania e Italia in ritardo

Ma anche se le donne sono ora molto più rappresentate nei consigli di sorveglianza, rimangono in gran parte escluse dai consigli di amministrazione. Il primo in genere è composto da persone che lavorano al di fuori dell'azienda e che sono nominate dagli azionisti per l'approvazione di grandi decisioni aziendali, mentre il secondo è composto dai dipendenti più anziani dell'azienda che sovrintendono alla gestione quotidiana dell'attività.

Le donne rappresentano solo il 18% dei dirigenti senior delle più grandi aziende europee quotate in borsa. Romania, Estonia e Lituania hanno avuto la quota più alta di dirigenti senior donne nel 2019, oltre il 30% in tutti e tre i paesi. Appena sopra la media dell'Ue la quota della Francia (19,6%), ancora più indietro Germania (14,2%) e Italia (11,8%).

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