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Coronavirus, Ministro della Salute svedese: "Non abbiamo fatto finta di nulla"

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Di Susan Dabbous
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Coronavirus, Ministro della Salute svedese: "Non abbiamo fatto finta di nulla"
Diritti d'autore  Stephanie Lecocq/AP
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Modelli sanitari europei a confronto, mentre la pandemia corre a velocità diverse nel Vecchio Continente. Dalla permissiva Svezia alla prudente Spagna, Darren McCaffry di euronews ha intervistato Lena Hallengren, ministro della Salute svedese e Salvador Illa, ministro della Salute spagnolo per capire cosa ha funzionato e cosa invece non è andato bene nei propri modelli.

"Siamo molto prudenti con le riaperture – ha tenuto subito a precisare lo spagnolo Illa-. Anche all'interno della Spagna stessa ci sono regioni più affette dalla pandemia e stiamo cercando di adeguare le misure ad ogni zona, per non imporre limitazioni forti anche dove non è necessario. ”.

Recentemente, il personale medico iberico ha lamentato una destinazione di fondi pubblici troppo facilmente orientata alla costruzione di nuovi ospedali in cui manca però il personale specializzato.

La strategia svedese, fino a pochi giorni è stata quella di evitare le chiusure, ma il 24 novembre scorso c'è stato un ripensamento con l'introduzione del limite di otto persone per gli assembramenti. La ministra Hallengren si difende ricordando che in Svezia la vita non scorreva come se nulla fosse.

“Anche se non ci sono stati i blocchi totali come nel resto d'Europa – spiega Hallengren, esponente del partito socialdemocratico svedese, - ogni cittadino ha dovuto cambiare radicalmente il proprio stile di vita per limitare il propagarsi della pandemia".

Il gruppo dei Socialisti europei all'Eurocamera sta ora stilando una proposta di riforma sanitaria per avere maggior coordinamento: la cosiddetta Unione europea della salute, già proposta dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

“Molti servizi sanitari europei esistono già e bisogna solo potenziarli – spiega Iratxe García, eurodeputata spagnola di centrosinistra -. Quel che ci sta a cuore è che tutti i cittadini dell'Unione abbiano gli stessi diritti e la stesso livello qualitativo di assistenza sanitaria, a dei costi accessibili. Purtroppo al momento non è così e in questa pandemia abbiamo visto come alcune categorie, come le persone meno abbienti e gli anziani abbiano sofferto in misura maggiore”.

Secondo il ministro spagnolo Illa, l'Unione europea della salute potrebbe generare più investimenti nel settore sanitario e potrebbe facilitare l'accesso a farmaci e cure anche alle categorie più vulnerabili della società. Per la ministra della Salute svedese, le competenze in materia sanitaria devono rimanere nazionali ma un'Unione europea della salute potrebbe essere un valore aggiunto e facilitare, ad esempio, la distribuzione dei vaccini contro il Covid-19.