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Svezia: ospedali in emergenza, i medici chiedono misure obbligatorie

Covid-19, ospedali in allerta in Svezia
Covid-19, ospedali in allerta in Svezia Diritti d'autore JONATHAN NACKSTRAND/AFP or licensors
Diritti d'autore JONATHAN NACKSTRAND/AFP or licensors
Di Stefania De Michele
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Sistema sanitario svedese sotto pressione: i medici temono la saturazione. Sollecitate misure più stringenti e obbligatorie

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La Svezia si sveglia vulnerabile al Covid-19. L'approccio soft alla gestione della pandemia, con misure di sicurezza sanitaria adottate per la maggior parte su base volontaria, non ha funzionato: il Paese ha registrato poco meno di 142mila contagi con un picco dei casi giornalieri, passato dai 180 casi del 20 marzo ai 4.062 del 30 ottobre. 

I contagi sono dunque in aumento (204 ogni 100mila abitanti): un tasso che risulta preoccupante se paragonato con il resto della Scandinavia, dove Finlandia e Norvegia hanno attuato misure più stringenti.

I numeri che preoccupano di più sono quelli che gravano sul sistema sanitario: 1 paziente su 5 nelle terapie intensive è affetto dal coronavirus, ha dichiarato il ministro della Salute, Lena Hallengren.

L'appello dei medici svedesi a misure più restrittive

Immunità di gregge e responsabilità individuale: questi i due pilastri su cui hanno poggiato le politiche adottate per gestire la pandemia in Svezia. Con il picco di contagi della seconda ondata Covid, il personale sanitario denuncia però una situazione di emergenza e chiede misure più restrittive che non siano esclusivamente su base volontaria. 

Anders Jansson, senior consultant del Danderyd Hospital (Stoccolma), racconta un'evoluzione preoccupante (intervista nel video): "Il nostro ospedale - dice - è attualmente in stato di allerta per il grande numero di pazienti Covid. Se in primavera ci siamo per così dire salvati, se il sistema sanitario si è salvato, è perché i pazienti con altre patologie, ad esempio con problemi di cuore, hanno preferito non venire in ospedale in molte circostanze per la paura di contrarre il Covid. Adesso non è così. Abbiamo il normale numero di pazienti ricoverati per altre patologie e, in cima, un enorme aumento di problemi legati al Covid. Sono molto preoccupato per quello che potrebbe succedere nelle prossime settimane", dice Jansson.

L'appello ad adottare misure restrittive obbligatorie: "Penso che sia arrivato il momento per noi di abbandonare le misure esclusivamente volontarie e valutare un lockdown con la chiusura di bar, ristoranti, locali, che non sono 'necessari'. Dovremmo farlo ora e valutare i risultati. Non dobbiamo fare troppo poco per arginare la pandemia e accorgercene quando è ormai troppo tardi".

Situazione grave, dice il primo ministro svedese

La situazione è molto grave: in conferenza stampa, il primo ministro svedese Peter Lofven usa il superlativo per definire la corsa del virus nel Paese. Tra le misure annunciate, il limite massimo di otto persone ai tavoli di bar e ristoranti, come misura per contrastare il contagio. 

Lo stesso Lovfen è in autoisolamento volontario dopo che una persona del suo staff è risultata positiva al Covid: "Bisogna essere responsabili, è l'unica cosa da fare'', scrive sul suo profilo facebook.

La strategia delle raccomandazioni, con i cittadini chiamate a seguire le indicazioni senza però rischiare multe se non lo fanno, è un approccio che però non convince più. 

Tra le proposte anche l'uso obbligatorio delle mascherine sui mezzi pubblici e in altri spazi pubblici.

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