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Bilancio Ue, arriva il veto di Ungheria e Polonia. Recovery fund al palo

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Bilancio Ue, arriva il veto di Ungheria e Polonia. Recovery fund al palo
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Un veto ampiamente prevedibile. Gli ambasciatori di Polonia e Ungheria hanno dichiarato che si opporranno all'approvazione del nuovo bilancio pluriennale durante una riunione avvenuta al Consiglio europeo.

I due Stati membri hanno espresso la loro opposizione rispetto alla condizionalità sullo stato di diritto, ovvero la clausola che impedisce l'accesso ai fondi europei per chi non rispetta i diritti civili fondamentali e l'indipendenza dell'informazione e della magistratura.

L'Ungheria è sul piede di guerra: Zoltán Kovács, portavoce del governo ungherese ha parlato apertamente di ricatto politico da parte delle istituzioni europee. "L'atteggiamento dell'Eurocamera e del Consiglio europeo attualmente guidato dalla Germania, non è assolutamente costruttivo - ha detto - ma è basato su dei preconcetti che impediscono un dialogo sincero sui criteri che definiscono la giusta applicazione dello Stato di diritto. Senza un dialogo sincero, quello che si sta mettendo in scena è puro tatticismo ".

Il bilancio comunitario settennale che comprende anche il Recovery Fund ha un valore totale di mille e ottocento miliardi di euro, la sua approvazione necessita del voto di tutti gli Stati membri, l'opposizione di Polonia e Ungheria potrebbe avere un impatto molto duro sull'economia.

"Fino a quando non avremo il voto unanime - dichiara Daniel Freund, eurodeputato tedesco dei Verdi - non potremo adottare il pacchetto. E i soldi non possono iniziare a essere versati a tutti gli attori economici e gli Stati colpiti dalla crisi che stanno aspettando questi aiuti. Ci sono migliaia di piccole imprese che sono sull'orlo del fallimento. Milioni di cittadini che hanno perso il lavoro. Non abbiamo molto tempo ".

Gentiloni: "preoccupato per il rischio di ritardi"

"Qualche preoccupazione a questo punto ce l'ho, anche se resto fiducioso che questi veti saranno superati, in fondo Polonia e Ungheria sono Paesi più colpiti dalla seconda ondata in misura molto consistente e sono fra i massimi beneficiari sia del bilancio pluriennale che del Next Generation Eu", così il commissario europeo agli affari economici Paolo Gentiloni che ha aggiunto di avere fiducia in una soluzione politica ma che il "rischio di ritardi va affrontato con determinazione".

Il Parlamento europeo non è disposto a rinegoziare l'attuale accordo sullo Stato di diritto per compiacere l'Ungheria e la Polonia. I leader dell'Unione europea proveranno ad uscire dall'impasse alla riunione di giovedì prossimo in videoconferenza.