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Etiopia: guerra nel Tigrè, Ahmed cambia i vertici di esercito e intelligence

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Il premier etiope Abiy Ahmed
Il premier etiope Abiy Ahmed   -   Diritti d'autore  -/AFP
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L'Etiopia rischia di sprofondare in una nuova guerra civile. Le tensioni tra il governo nazionale e quello del Tigrè, regione nel nord del Paese, sono sfociati in combattimenti cominciati mercoledì scorso, quando il premier Abiy Ahmed ha ordinato un'offensiva militare.

Una risposta all'attacco compiuto il giorno prima dalle forze fedeli al governo locale contro una caserma di Macallè, capitale della regione. Medici Senza Frontiere ha parlato di almeno 6 morti e una sessantina di feriti in una località lungo il confine con il Tigrè, stando ad altre fonti sono circa un centinani i militari che hanno avuto bisogno di cure mediche.

Il governo ha dichiarato lo Stato di emergenza nella regione per sei mesi. Questa domenica Ahmed ha sostituito i vertici dell'esercito e dell'intelligence, senza fornire spiegazioni. All'origine delle tensioni ci sarebbe l'esclusione dal governo federale del principale partito della regione, il Fronte di liberazione popolare del Tigrè (TPLF), tagliato fuori subito dopo l'arrivo di Ahmed al potere.

Lo scorso settembre le autorità locali del Tigrè avevano deciso di far svolgere le elezioni locali nonostante il rinvio deciso dal governo centrale a causa della pandemia. Una mossa che ha contribuito a far precitipitare la situazione.