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Le minacce di Lukashenko: "Non faremo prigionieri"

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Le minacce di Lukashenko: "Non faremo prigionieri"
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Più di 300 persone sono state arrestate a Minsk e in altre città della Bielorussia durante le manifestazioni degli oppositori del presidente Alexandr Lukashenko. La mobilitazione più importante si è svolta nella capitale, dove migliaia di persone hanno dato via a un corteo che si è diretto verso il luogo della sepoltura delle vittime del periodo staliniano.

Lo stesso Lukashenko ha annunciato punizioni esemplari. "Chi cerca di distruggere o destabilizzare le infrastrutture dello Stato, soprattutto coloro che si nascondono negli appartamenti, devono sapere che da ora in poi non faremo prigionieri".

Dal canto suo, Svetlana Tikhanovskaya, principale esponente dell'opposizione a Lukashenko, ha lanciato un appello affinché si arrivi a uno sciopero generale nazionale a oltranza, capace di bloccare i servizi pubblici e le attività economiche del paese.

Tikhanovskaya, candidata sconfitta alle contestate presidenziali di agosto e riparata in Lituania, a nome dell'opposizione, ha detto di augurarsi che le proteste possano "distruggere la linea di comando del potere" di cui fa uso Lukashenko.