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Berlino: vandalizzate 70 opere d'arte

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Berlino: vandalizzate 70 opere d'arte
Diritti d'autore  AP Photo
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70 opere d'arte di Berlino sono state macchiate con una sostanza oleosa, all'inizio invisibile. Il fatto, riportato dai media tedeschi solo ora, risalirebbe al 3 ottobre, giorno dell'unità nazionale, quando si sono svolte proteste negazioniste dell'esistenza della pandemia da Covid-19. Secondo alcuni giornalisti, uno chef vegano diventato famoso per le sue teorie complottiste, avrebbe attirato contro il museo di Pergamo l'ira dei negazionisti con frasi che incitavano all'odio.

Sono stati vandalizzati sarcofagi egizi, sculture in pietra e dipinti del XIX secolo. Mentre si stanno ripulendo le opere, la polizia di Berlino cerca testimoni degli atti vandalici: ha scritto a tutti i visitatori che avevano prenotato un biglietto online il giorno dell'evento.

Secondo il vicedirettore generale dello Staatliche Museen zu Berlin, Christina Haak, il danno è stato scoperto da un impiegato del museo il 3 ottobre, durante l'orario di apertura. Ma per più di due settimane, né il pubblico né altri musei che potrebbero essere a rischio sono stati informati.

Alla domanda sul perché l'intera faccenda fosse stata resa pubblica solo ora, l'ufficio di polizia criminale di Stato di Berlino ha detto che ciò è stato fatto in coordinamento con la Fondazione per il patrimonio culturale prussiano per "considerazioni legate all'indagine".

La polizia non si è sbilanciata sul collegamento degli atti vandalici alle parole dello chef vegano cospirazionista.

Risorse addizionali per questo articolo • Zeit-Online, Der Tagesspiegel, Deutschlandfunk