Mali: liberati 4 ostaggi, tornano a casa padre Maccalli e Nicola Chiacchio

Padre Maccalli
Padre Maccalli Diritti d'autore Uncredited/AP
Di Gioia Salvatori
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Maccalli, missionario, è stato rapito nel 2018, Chiacchio l'anno dopo, mentre era in viaggio; i due, liberati martedì, stanno tornando a casa. Rilasciati anche un politico maliano e una cooperante francese

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Padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio sono stati liberati in Mali, dove erano ostaggi da mesi. La notizia è stata data da fonti maliane e poi confermata dalla Farnesina che ha scritto in una nota di un' operazione "resa possibile grazie al prezioso lavoro del personale dell'Aise e di tutti i competenti apparati dello Stato, unitamente alla importante collaborazione delle autorità maliane". I due, rapiti separatamente nel 2018 e 2019, erano in mano a gruppi jihadisti. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha fatto sapere che sono in viaggio per l'Italia. I due stanno bene.

Padre Maccalli, 59 anni, della diocesi di Crema, è stato rapito il 17 settembre del 2018 in Niger, in una missione a circa 150 km dalla capitale Niamey. Di Chiacchio, grande viaggiatore, si erano perse le tracce, poi ad aprile Avvenire ha pubblicato un video dell'uomo insieme a padre Maccalli, durante il rapimento.

Liberati anche una francese e un maliano

Insieme a loro sono stati liberati altri due ostaggi, l'uomo politico maliano Soumaïla Cissé, 70 anni, ex ministro delle finanze del Mali dal 1993 al 2000, rapito il 26 maggio, e l'ultimo ostaggio francese ancora detenuto nel mondo: la cooperante Sophie Pétronin. Il rilascio di queste personalità "rapite dalle filiali del Gruppo di sostegno per Islam e i musulmani (GSIM) è stato ottenuto grazie a sforzi congiunti", ha comunicato il governo maliano precisando che la liberazione è avvenuta martedì.

Pochi mesi dopo la sua creazione nel marzo 2017, questa formazione jihadista ha trasmesso il primo video di Sophie Pétronin, rapita il 24 dicembre 2016 a Gao, nel nord del Mali, mostrandola insieme ad altri cinque stranieri rapiti in Mali e Burkina Faso dal 2011. Pétronin a Gao dirigeva una missione umanitaria di aiuti all'infanzia. L'Eliseo ha espresso immenso "sollievo", per la liberazione di Pétronin.

I rilasci sono avvenuti dopo che il governo ad interim del Mali ha liberato 100 jihadisti negli ultimi giorni.

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