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Migranti, via libera alla modifica dei decreti sicurezza: cosa cambia

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Il premier italiano Giuseppe Conte
Il premier italiano Giuseppe Conte   -   Diritti d'autore  OLIVIER HOSLET/AFP or licensors
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Via libera dal Consiglio dei Ministri alla modifica dei decreti su immigrazione e sicurezza, le leggi approvate nel 2018 e 2019 fortemente volute dall'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Cosa Cambia

  • Tempi più brevi per l'ottenimento della cittadinanza italiana: i termini di scadenza obbligatori passano da 4 a 3 anni.
  • Cancellazione delle multe milionarie alle navi delle ong e sanzioni fino a 50mila euro per chi viola il divieto di navigazione. Ma carcere fino a 2 anni per gli attivisti in mare che non si coordinano con le autorità marittime dei Paesi di bandiera o di quelli che operano i soccorsi
  • Il divieto con la limitazione di transito per le navi, che i decreti Salvini avevano riportato al Ministero dell'Interno, torna in capo al ministero dei Trasporti.
  • I casi di 'protezione speciale' dei perseguitati vengono ampliati: non si terrà conto solo di chi fugge dalla tortura, ma anche da trattamenti inumani e degredanti.
  • Allargamento delle maglie che consentono di accedere alla protezione umanitaria, con la possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all'anagrafe comunale e di convertire il permesso di soggiorno in permesso di lavoro.
  • L'intrattenimento nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio passa da un massimo di 180 a 90 giorni, ma ancora prorogabili di altri 30 giorni se lo straniero è cittadino di un Paese con un accordo di riammissione.
  • Ancora una rivoluzione nel sistema di accoglienza, con uno schema su due livelli: un primo che riguarda il transito nei nei Centri Accoglienza Straordinaria, prevedibilmente durante il tempo necessario della presentazione della domanda di asilo. Poi l'assistenza diffusa sul territorio in piccoli gruppi, nelle strutture del Sistema di protezione per coloro che sono già titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati (Siproimi).
  • Introdurre in carcere un cellulare per un detenuto diventa un reato: da 1 a 4 anni sia per chi lo riceve che per chi lo porta (nel 2020 il fenomeno è in aumento con 1761 gli apparecchi sequestrati e finora rappresentava solo un illecito disciplinare, sanzionato all'interno del carcere).
  • Per chi agevola il detenuto al 41bis nelle comunicazioni con l'esterno pena innalzata fino a 6 anni. Se il reato è commesso da un pubblico ufficiale, un incaricato di pubblico servizio o avvocato è fino a 7 anni.
  • Inasprimento e Daspo sulle risse e lo spaccio. Il questore, anche sulla base di una sola denuncia per rissa, potrà vietare ai violenti e ai pusher l'accesso ad un elenco di locali fino a 2 anni. Con la violazione del Daspo è prevista la pena fino a 2 anni di reclusione e multa fino a 20mila euro. Se da una rissa deriva la morte o lesioni personali, si rischiano fino a 6 anni.
  • Contrasto alla vendita di droga online. I provider che non inibiranno gli accessi alle piattaforme nell'elenco dei siti indicati dal Viminale pagano fino a 250 mila euro.

Il decreto, frutto di mesi di trattative tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico, arriva a pochi giorni dall'inizio, al Tribunale di Catania, dell'udienza preliminare del processo contro Salvini, accusato di sequestro di persona per aver impedito lo sbarco di 131 dalla nave della Marina militare Gregoretti.