ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Covid-19: l'Irlanda vara un "piano convivenza" per 6 mesi. L'UNESCO: "Non chiudiamo più le scuole"

euronews_icons_loading
"Non chiudiamo più le scuole"
"Non chiudiamo più le scuole"   -   Diritti d'autore  Visar Kryeziu/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
Dimensioni di testo Aa Aa

L'Irlanda ha presentato un piano in cinque tappe sulla convivenza con il Covid-19 per i prossimi sei mesi (fino al 31 marzo 2021).

Il piano comprende anche la tanto attesa riapertura graduale dei pub. Tuttavia sono previste regole più severe per la capitale Dublino, dove i casi di Coronavirus sono decuplicati negli ultimi due mesi.
Nelle ultime 24 ore, i casi in tutta la Repubblica d'Irlanda sono stati 357.

Ha dichiarato il primo minstro irlandese Micheál Martin: "Questo piano mostra come rafforzeremo anche gli affari e l'occupazione, visto che dobbiamo convivere con il Covid. I principali sostegni al business rimarranno in vigore fino al 31 marzo del prossimo anno. Il sussidio di disoccupazione pandemico sarà ora aperto a nuovi ingressi alla fine dell'anno. E sarà messa in atto una serie di misure ad impatto locale".

"Tutti noi riconosciamo il ruolo dello sport nella costruzione del nostro senso di comunità. Il governo ha accettato di permettere a un numero limitato di persone di partecipare agli eventi sportivi in condizioni specifiche.
Questo piano permette l'accesso ad eventi teatrali, cinematografici e musicali in piccoli ambienti controllati.
E non ci sono dubbi sull'impatto negativo di questa pandemia sulla salute mentale. Il piano propone di attuare un approccio nazionale per aumentare il sostegno alla salute mentale".
Micheál Martin
60 anni, Primo Ministro Repubblica d'Irlanda

Nel frattempo il governo irlandese ha ripreso l'attività, dopo che si è temuto l'isolamento per l'intero esecutivo.

Il test effettuato dal ministro della Salute Stephen Donnelly, a rischio Covid, è risultato negativo.

AP Photo
Il governo-Martin al gran completo, in carica dal 27 giugno 2020.AP Photo

Regno Unito: "sgretolamento" dei test?

Nel Regno Unito il programma di test è sull'orlo dello "sgretolamento" e del tracollo: almeno cosi lo definiscono i media locali.

Con l'aumento della domanda, molti cittadini hanno segnalato la loro difficoltò ad ottenere il tampone e le strutture ospedaliere avvertono che i ritardi nel sistema stanno mettendo a repentaglio i servizi sanitari.

Il ministro della sanità Matt Hancock è stato costretto a difendere il suo operato.

"La stragrande maggioranza delle persone che utilizza il nostro servizio, può fare il test sempre più vicino a casa. E la distanza media percorsa per raggiungere un luogo di test è ora di appena 5,8 miglia rispetto alle 6,4 miglia della scorsa settimana. Tutto il Parlamento sa stiamo lavorando duramente per risolvere i tanti problemi".

Jonathan Buckmaster/AP
Matt Hancock osserva il premier britannico Boris JohnsonJonathan Buckmaster/AP

UNESCO: "Più le scuole rimangono chiuse, più le conseguenze saranno dannose"

La riapertura delle scuole è diventata un segno di ritorno alla normalità ma, poiché i casi di Coronavirus a livello globale sono vicini ai 30 milioni, gli esperti temono l'arrivo di una seconda ondata.
Ma anche per l'OMS e per l'UNESCO, la chiusura delle scuole dovrebbe essere l'ultima cosa da fare.

Audrey Azoulay, Direttore generale dell'UNESCO:

"Più a lungo le scuole rimangono chiuse, più le conseguenze sono dannose, soprattutto per i bambini provenienti da ambienti più svantaggiati che, oltre ad imparare, si affidano alla scuola per la salute, per la sicurezza e, talvolta, persinon per l'alimentazione".
Audrey Azoulay
48 anni, francese, Direttore Generale Unesco
Hussein Malla/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
Il Direttore Generale dell'UNESCO, Audrey Azoulay, durante una recente visita in Libano.Hussein Malla/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.

Il metodo svedese

E in Svezia è finalmente terminato il divieto di visitare le case di cura e di riposo.

La Svezia è stata criticata per aver rifiutato la quarantena totale e i suoi dati attualmente sono superiori addiritura alla Cina: oltre 87.000 casi e 5.851 decessi.

Ma durante l'estate, a differenza di altri paesi, in Svezia non si è verificato un nuovo massiccio aumento del numero dei positivi.