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L'Ue prepara sanzioni contro la Bielorussia. E chiede il rilascio dei dissidenti

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L'Ue prepara sanzioni contro la Bielorussia. E chiede il rilascio dei dissidenti
Diritti d'autore  AFP
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Sanzioni contro la Bielorussia. Gli eurodeputati preparano una risposta dura alla violazione dei diritti umani da parte del presidente Alexander Lukashenko

“Dobbiamo varare delle sanzioni ampie e mirate ora – prende la parola all'emiciclo Kati Piri, eurodeputata olandese di centrosinistra - anche contro lo stesso Lukashenko".

Gli eurodeputati hanno voluto dimostrare il loro sostegno alla popolazione bielorussa con dei gesti concreti, colpendo al portafoglio degli oligarchi bielorussi e congelando i loro conti in Europa.

Bruxelles chiede inoltre il rilascio dei dissidenti politici e gli esperti si sono messi al lavoro su oltre una trentina di nomi da colpire. Ma alcuni Stati, inclusa l'Italia, preferiscono il dialogo alle sanzioni, che saranno comunque presentate la prossima settimana al prossimo vertice europeo.

"L'Europa vuole conservare la sua credibilità, quello che abbiamo scelto è un approccio graduale – ha dichiarato l'Alto rappresentante per la politica estera europea Josep Borrel - se la situazione dovesse peggiorare ci saranno ulteriori sanzioni".

Le sanzioni europee arrivano il giorno dopo la visita di Lukashenko a Sochi dove ha incassato il supporto del presidente russo Vladimir Putin. Le figure dell'opposizione contro Lukashenko a Minsk chiedono all'Unione europea di non riconoscerlo come presidente.

La Polonia ha proposto di elaborare un piano di cooperazione economico da offrire alla Bielorussia in cambio di elezioni libere. I Paesi baltici, dal canto loro, non nascondono il desiderio di usare contro Lukashenko un approccio più duro, nonostante il rischio di scontro diplomatico con Mosca.