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Brexit ''fuorilegge'' non rispetta il diritto internazionale

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Brexit ''fuorilegge'' non rispetta il diritto internazionale
Diritti d'autore  Aris Oikonomou/AFP or licensors
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È una Brexit cangiante: l'accordo di fine anno, raggiunto tra Regno Unito e Bruxelles, cambia in via unilaterale e salta sul protocollo per il mantenimento di un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord. Un passaggio che il premier Johnson è pronto a stralciare.

Sulla questione ha speso parole dure il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli: "Ci aspettiamo che il Regno Unito rispetti pienamente gli impegni che ha negoziato e sottoscritto l'anno scorso, soprattutto per quanto riguarda i diritti dei cittadini in Irlanda del Nord. Qualsiasi tentativo da parte del Regno Unito di minare l'accordo avrebbe gravi conseguenze".

Nelle prossime ore il governo Johnson presenterà al Parlamento di Westminster una legge interpretativa dell’accordo sull'Irlanda. Si tratta della violazione di un Trattato che rappresenta un obbligo di diritto internazionale, dicono da Bruxelles.
Londra non lo nega.

"Sì, questo viola il diritto internazionale in modo molto specifico e limitato - dice il segretario di Stato per l'Irlanda del Nord, Brandon Lewis - avochiamo a noi il potere di disapplicare il diritto comunitario nell'ambito dall'articolo 4 del protocollo in determinate circostanze molto ben definite. Ci sono chiari precedenti per il Regno Unito, e anche per altri Paesi, che riconsiderano i loro obblighi internazionali quando le circostanze cambiano".

La proposta, che rivede le regole relative al mercato interno nel Regno Unito con ripercussioni anche sugli aiuti di Stato alle imprese britanniche, è uno strappo che i negoziati sono chiamati a sanare.

L'analisi di Méabh McMahon per Euronews: "Stare calmi e continuare a negoziare. Questo sembra essere il mantra che esce da Bruxelles in relazione ai colloqui che si svolgeranno questa settimana a Londra. Le parti erano consapevoli che le trattative commerciali non sarebbero state facili, soprattutto perché il tempo passa. Ma ci sono grandi speranze che i negoziati di questa settimana abbiano maggiore successo del settimo round di fine agosto. Perché il tempo stringe, naturalmente, ed entro il 31 dicembre 2020 l'accordo di transizione tra l'Ue e il Regno Unito è destinato a scadere".