ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Voci di protesta dalla Bulgaria di Boyko Borissov

euronews_icons_loading
Voci di protesta dalla Bulgaria di  Boyko Borissov
Diritti d'autore  Valentina Petrova/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
Dimensioni di testo Aa Aa

Sono passati quasi due mesi da quando i manifestanti sono scesi in piazza in Bulgaria per chiedere al loro primo ministro, Boyko Borissov, di dimettersi. Il politico conservatore è alla guida del paese dal 2009 ma le recenti immagini che lo ritraggono appisolato con una pistola accanto al letto e gli scandali sulla corruzione nel governo hanno scatenato l'attivismo di chi chiede un cambiamento.

Yavor, un avvocato di 31 anni, ci spiega la portata di questo sentimento.

"Le persone vogliono solo vedere qualche tipo di cambiamento, non hanno ben chiaro quale e chi dovrebbe sostituire il primo ministro, ma l'unica cosa su cui siamo tutti d'accordo è che l'attuale governo deve andarsene".

Secondo l'indice di percezione della corruzione la Bulgaria è il paese più corrotto dell'UE e anche il più povero.

Lo stato di diritto e della democrazia in Bulgaria sono stati al centro delle discussioni la settimana scorsa al Parlamento europeo. L'eurodeputata olandese Sophie Int'Veld ha chiesto alle autorità bulgare ulteriori chiarimenti sulla situazione nel paese e sollecitato la Commissione europea ad agire.

"Se vogliamo sostenere il popolo in Bielorussia - afferma- che chiede a gran voce il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali allora noi stessi dovremmo essere irreprensibili. Penso che la Commissione europea e la presidente Von der Leyen in particolare debbano dimostrare di sostenere la democrazia non solo al di fuori dell'UE, ma anche al suo interno".

Una situazione delicata per l'UE in quanto il primo ministro bulgaro è ben inserito nel Partito popolare europeo, la famiglia politica di Ursula Von der Leyen. Di certo gli stati membri odiano essere messi sotto la lente di Bruxelles e tutto cio' assomiglia a un copione già visto con Ungheria e Polonia, dove la riposta dell'UE non è stata così rapida come avrebbe dovuto.

Ad ogni modo, le voci delle persone impegnate nelle proteste in Bulgaria non si spegneranno, promette Yavor.

"Anche se non dovessimo ottenere le dimissioni del governo quantomeno abbiamo assistito alla nascita della società civile in un certo senso, la nascita di un nuovo modo di pensare e questo è molto importante".