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Germania: serata 'Covid rock' per studiare la diffusione del virus

Concerto
Concerto   -   Diritti d'autore  ALFREDO ESTRELLA/AFP or licensors
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Anche la ricerca sulla diffusione di Covid-19 può essere rock.
Accade in Germania, dove l'Università di Medicina di Halle, in Sassonia, trasferirà i suoi scienziati all'arena Quarterback Immobilien di Lipsia, in occasione del concerto del cantante tedesco Tim Bendzko. L'esibizione si terrà il 22 agosto e servirà a elaborare un modello matematico attraverso il quale calcolare le probabilità e il rischio di un focolaio di coronavirus.

"Restart 19", un concerto per studiare la diffusione del virus

Il progetto di ricerca si chiama "Restart 19" e già a luglio aveva raccolto l'adesione di quasi 2000 partecipanti, ma il dipartimento di Infettivologia clinica dell'istituto di epidemiologia e informatica di Halle ha continuato il reclutamento per raggiungere quota 4200 volontari.
Lo studio servirà a elaborare un modello matematico in base al quale calcolare il rischio e la formazione di un focolaio di coronavirus.
Un modo alternativo per capire in che modo riproporre, in sicurezza, eventi culturali e sportivi.

Il test musicale prevede tre scenari: nel primo, si chiederà ai partecipanti di prendere parte al concerto come si usava prima, senza rispettare le regole sulla distanza e con solo due ingressi nell'arena. Nel secondo caso, saranno previsti otto ingressi e una distanza maggiore. Nel terzo, si dovrà rispettare una distanza di 1,5 metri e non potranno essere presenti oltre 2mila persone in tutta l'arena. Nel corso dell'esperimento, volontario e gratuito, saranno indossate mascherine FFP-2.

Come avviene il test "Covid rock"

I partecipanti saranno testati per Covid-19 24 ore prima del concerto. Ognuno di loro riceverà un tracker che misura la distanza dagli altri partecipanti, ha detto il capo ricercatore Stefan Moritzin radio pubblica tedesca MDR Jump. Altri 50 sensori saranno installati nell'arena per identificare i punti di contatto.

A tutti coloro che assisteranno al concerto verrà chiesto di utilizzare un igienizzante per le mani fluorescente. Doppia utilità: disinfezione ma anche sistema di tracciamento che consentirà agli scienziati di capire quali aree sono maggiormente esposte al contatto.

I primi risultati dello studio dovrebbero essere disponibili da quattro a sei settimane dopo il 22 agosto.