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Bologna 40 anni dopo. Tra condanne e misteri

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Di Debora Gandini
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Tutto il mondo politico si è stretto attorno ai familiari delle vittime della strage di Bologna, in cui 40 anni fa morirono 85 persone. Il più grave atto terrostico del secondo dopoguerra in Italia, durante gli anni di piombo. Una cerimonia toccante con i tre fischi del locomotore, lo schermo in piazza che ha trasmesso la deposizione di corone in sala d'aspetto, l'immagine dell'orologio fermo alle 10.25. E il minuto di silenzio.

Mattarella: "Esigenza di piena verità e giustizia"

Accanto ai messaggi delle autorità locali presenti, è arrivata la nota del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha voluto riaffermare l'esigenza di piena verità e giustizia e la necessità di una instancabile opera di difesa dei principi di libertà e democrazia.Parole condivise dal premier Giuseppe Conte, che si è detto sempre al fianco di chi crede nello Stato, a partire dai magistrati.

"Dovere di memoria ed esigenza di verità"
Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica italiana

Associazione per le vittime: "Versola verità"

Secondo l'Associazione per le vittime: "Nar liberi trattati da star": "E' sconvolgente il trattamento di favore di alcuni responsabili, ricompensati lautamente per il loro silenzio" sulla strage, ha dichiarato Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione. Un riferimento agli omicidi commessi dagli ex terroristi dei Nar Francesca Mambro e Giusva Fioravanti. "Non hanno mai collaborato, oggi sono pienamente liberi e spesso trattati come star", ha concluso.

La cerimonia è stata aperta dal sindaco di Bologna Virginio Merola, che ha accolto i familiari delle vittime della strage alla presenza del presidente del Senato Elisabetta Casellati:"È stato un percorso lungo, ma non inutile. Le novità che si annunciano per le iniziative della Procura e grazie all'attività vostra, come associazione dei familiari delle vittime, ci fanno ben sperare per raggiungere la verità completa", ha detto la Casellati.

Esecutori e mandanti materiali

Come esecutori materiali furono individuati dalla magistratura alcuni militanti di estrema destra, appartenenti ai Nuclei Armati Rivoluzionari, Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini- Furono rilevati collegamenti con la criminalità organizzata e i servizi segreti deviati, I processi hanno individuato e condannato anche chi ha cercato di depistare le indagini: Licio Gelli, capo della loggia massonica P2. I mandanti non sono mai stati individuati.

L’ultima sentenza della corte di Bologna è arrivata il 9 gennaio 2020. Le indagini si sono concluse l’11 febbraio 2020 e andranno a giudizio diversi imputati.