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Grecia, un gruppo di minori non accompagnati va a Lisbona

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Grecia, un gruppo di minori non accompagnati va a Lisbona
Diritti d'autore  Thanassis Stavrakis/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Erano arrivati in Grecia su una delle tante barche cariche di migranti, ma non c'era nessuno ad occuparsi di loro. Oggi, un gruppo di minori non accompagnati parte in aereo per Lisbona, dove avrà la speranza di crescere lontano da guerre e violenze. Il ministro greco per le migrazioni e l'asilo, Giorgos Koumoutsakos, li ha salutati di persona: "Venticinque bambini stanno per iniziare una nuova vita, e speriamo che sia una vita migliore. Ringraziamo il Portogallo che ha deciso di accogliere 500 minori non accompagnati. È un gesto che la Grecia apprezza molto".

"Secondo i dati ufficiali sono quasi 5000 i minori non accompagnati arrivati in Grecia, ma finora sono pochi quelli che hanno raggiunto questo aeroporto e iniziato una nuova vita. Atene sta premendo sui paesi europei affinché esprimano qualcosa di più di semplici parole di incoraggiamento, e chiedono a tutti di farsi carico di alcuni di questi bambini".

Per chi non trova una via per partire verso un altro paese, l'alternativa è l'integrazione in Grecia. Questo ragazzo viene dall'Afghanistan e condivide un appartamento con altri tre giovani. Ama la boxe, va a scuola e ha già imparato a parlare in greco. Restare ad Atene gli piace, ma le sue ambizioni sono altre: "Voglio diventare un politico e tornare in Afghanistan per ricostruire il mio paese. La guerra deve finire, dobbiamo raggiungere la pace e creare posti di lavoro. Sogno che il mio paese diventi un paese normale, come gli altri".

Dei minori non accompagnati si occupano i volontari di una ONG, che gestiscono una rete di case-appartamento per ragazzi tra i 16 e i 18 anni. Con l'aiuto di psicologi e assistenti sociali i ragazzi imparano a diventare autonomi e più responsabili, e anche a sviluppare la loro creatività. Tuttavia, molti bambini o ragazzi non sono cosi fortunati.

Lora Pappa, fondatrice e presidente di Metadrasi: "Abbiamo molti bambini non accompagnati. La maggior parte di loro vive in condizioni miserabili in zone calde delle isole, alcuni sono senza tetto e alcuni sono tenuti in centri di detenzione. Le strutture ricettive non sono sufficienti. Il 40% di questi bambini ha il diritto di ricongiungersi con un congiunto in un paese dell'Unione Europea. Tuttavia, c'è burocrazia e le procedure sono molto lente"