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Nuova Zelanda, due nuovi casi di Covid-19 sono un "inaccettabile fallimento del sistema"

Windsurfers a New Brighton Beach, Christchurch, Nuova Zelanda, il 9 giugno scorso
Windsurfers a New Brighton Beach, Christchurch, Nuova Zelanda, il 9 giugno scorso   -   Diritti d'autore  Mark Baker/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Dopo aver cantato vittoria contro il coronavirus, in Nuova Zelanda sono emersi nelle ultime ore due nuovi casi di coronavirus tre settimane dopo l'ultima segnalazione di un positivo.

Situazione che ha portato il primo ministro Jacinda Ardern a parlare di "inaccettabile fallimento del sistema".

Le due donne, familiari e cittadine neozelandesi, erano atterrate dal Regno Unito. Al loro arrivo erano state alloggiate in una struttura di isolamento ad Auckland.

Era stato permesso loro di recarsi a Wellington con veicolo privato per "esenzione compassionevole", ovvero per partecipare ad un funerale - come indicato dal dottor Ashley Bloomfield, direttore generale della sanità della Nuova Zelanda.

Le donne sono state sottoposte al test per il coronavirus in un centro drive-thru a Wellington e sono risultate positive.

Jacinda Ardern ha indicato che il caso mostra la necessità di avere un rigoroso sistema di gestione dei confini; ha inoltre nominato un ufficiale militare per supervisionare la quarantena e gestire le strutture di isolamento.

"Questo caso rappresenta un inaccettabile fallimento del sistema. Non sarebbe mai dovuto accadere e non può ripetersi", ha detto Ardern, sottolineando che le persone che tornano in Nuova Zelanda dovrebbero essere messe in quarantena in strutture gestite dall'esecutivo.

Verranno inoltre sospesi i permessi per motivi compassionevoli durante il periodo di isolamento.

"Il rischio di vanificare i nostri sforzi collettivi per eliminare il Covid-19 è semplicemente troppo grande. Non posso permettere che i raggiungimenti che tutti noi abbiamo ottenuto vengano sprecati da procedure che non vengono rispettate", le parole del primo ministro.

Il ministero della salute della Nuova Zelanda ha determinato che possono essere fino a 320 i potenziali contatti delle due donne infette.

Tutti saranno contattati da funzionari della sanità pubblica e incoraggiati a sottoporsi al tampone.

Coloro che vengono messi in quarantena dopo l'arrivo dall'estero saranno sottoposti a due test: il terzo giorno e il dodicesimo giorno durante il periodo di isolamento di 14 giorni.

Tra questi, anche persone persone che si trovavano nello stesso hotel di Auckland e passeggeri del volo proveniente da Brisbane, Australia, preso dalle due donne.