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Covid-19: resta alto l'allarme a Pechino per i nuovi focolai dell'infezione

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Di euronews
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Covid-19: resta alto l'allarme a Pechino per i nuovi focolai dell'infezione
Diritti d'autore  Luca Bruno/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Test a tappeto a Pechino, sono stati fatti quasi 100 mila tamponi, nel tentativo di circoscrivere i nuovi focolai dell'infezione da Covid-19.

Cento nuovi contagi, di cui 36 collegati al focolaio di Xinfadi uno dei più grandi mercati ortofrutticoli della capitale cinese.

Scuole primarie ancora chiuse nei quartieri interessati, dove sono scattate le prime misure di contenimento.

Pechino ha già imposto il lockdown a undici quartieri nei pressi del mercato, a cui si aggiungono altre dieci aree residenziali nel distretto nord-occidentale di Haidian. Gli ultimi casi di contagio da coronavirus sono stati scoperti proprio in un mercato all'ingrosso nel distretto di Haidian, dopo che la scorsa settimana era già stato chiuso il mercato di Xinfadi nel sud della metropoli cinese.

Il mercato Xinfadi

Il mercato Xinfadi è il più grande della capitale cinese e di tutta l'Asia: ha una superficie di 1,12 milioni di metri quadrati e vi circolano circa 10.000 persone. Attraverso la struttura, che è stata chiusa nella notte tra venerdì e sabato, transita circa l'80 percento dei generi alimentari destinati a Pechino: ogni giorno in media vengono scambiate 18.000 tonnellate di verdura e 20.000 tonnellate di frutta.

Si vendono inoltre carne e prodotti ittici. L’origine del focolaio di Xinfadi al momento non è chiara, anche se in Cina si insiste sul contagio “importato” dall’estero. Il virus è stato trovato sui taglieri usati per la lavorazione del salmone importato e le grandi catene di supermercati hanno rimosso gli articoli incriminati dagli scaffali.

Si teme che la chiusura del mercato possa comportare un aumento dei prezzi dei generi alimentari, anche se funzionari hanno assicurato che le misure adottate servono a contrastare questa tendenza.

La vicepremier cinese Sun Chunlan, in prima linea già a Wuhan, di fronte a quello che definisce un alto rischio di nuova diffusione dell'infezione, ha chiesto misure risolute a Pechino. Sun ha chiesto che siano svolte "le più severe indagini epidemiologiche" nell mercato e nei suoi dintorni e un tracciamento approfondito per identificare e controllare la fonte dell'infezione.

Ha invitato tutti ad attuare rigorosamente misure di prevenzione e controllo delle epidemie, a controllare i casi confermati, i sospetti, i pazienti con febbre e i contatti ravvicinati e a metterli in quarantena nelle strutture designate.Gli sforzi, ha detto ancora, devono essere senza sosta per evitare di importare casi dall'estero e prevenire una recrudescenza dell'epidemia in Cina.

Che cosa dice l'Oms

La sequenza genetica del virus non è stata ancora resa nota, ma pare sia la stessa del virus che circola in Europa. Con un occhio rivolto a Pechino, l'Oms ha messo in guardia sulla possibilità di nuovi casi. E il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha ricordato:

"Ci sono voluti oltre 2 mesi per registrare i primi 100 mila casi e nelle ultime due settimane oltre 100 mila casi sono stati registrati ogni giorno; nessun Paese è immune da questa tendenza. Bisogna non abbassare la guardia".

In Europa la situazione resta altalenante anche se volge al bello.

In Inghilterra, lunedì, tutte le attività commerciali hanno riaperto, e lunghe code si sono formate all'esterno dei negozi che proponevano beni non di prima necessità. Ha riaperto anche l'iconico centro commerciale londinese Selfridges. E Carol si è recata a fare un giro: "Stare in mezzo agli altri e potermi guardare intorno è una bella sensazione".

Riaperti anche parchi, zoo e i cinema drive -in. E tutti vanno in giro bardati di mascherina.