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L'Ue non apprezza il boicotaggio elettorale in Serbia

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L'Ue non apprezza il boicotaggio elettorale in Serbia
Diritti d'autore  Darko Vojinovic/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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In Serbia, le elezioni legislative e amministrative che devono svolgersi il prossimo 21 giugno potrebbero essere boicotatte da una consistente parte dell'opposizione, riunita nel cartello elettorale Alleanza per la Serbia.

L'accusa è: "non ci sono le condizioni di equità per il voto".

E questo, nonostate le mediazione interpartitica svolta dall'Unione europea.

An opposition campaign on the streets of Belgrade - telling citizens not to vote during the upcoming parliamentary elections.

Ma i numerosi partiti (sia di destra che di sinistra) che compongono l'Alleanza fondata da Dragan Djilas affermano che nell'attuale contesto, al partito al potere andrebbe il totale controllo dei meccanismi elettorali e dei media.

E lo stesso Djilas lamenta che: "i cittadini serbi non hanno mai avuto l'occasione di ascoltarmi, mai".

Anche l'esservatorio indipendente per la democrazia, Freedom House, afferma che la Serbia non si può più definire come una democrazia.

L'unica soluzione valida, dicono gli oppositori recalcitranti, sarebbe l'instaurazione di un governo tecnico che preparasse nuove suffragi, in altre condizioni.

Dice infatti Djilas: "andiamo avanto poco a poco, e poi magari l'anno prossimo avremo un voto in altre condizioni".

La ministra per l'integrazione europea, Jadranka Joksimovic, del Partito Progressista Serbo, il principale obbiettivo delle critiche dell'Alleanza fondata da Djilas, dice:

"Su, dai... come ministra per l'integrazione con l'Unione europea, che ha gestito il processo di adesione per sei anni, non posso accettarlo. Io so cosa abbiamo fatto per il processo di adesione e riforma. So dove sono i problemi, e giorno per giorno, noi facciamo piccoli passi. E vi posso assicurare che la Serbia, anche quella attuale, non sarebbe tra i Paesi più poveri dell'Unione europea, e certamente non la democrazia più dubbia dell'Unione europea"

La Serbia rimane un paese candidato all'ingresso nell'Unione europea. Ma tutto, a quasi, dipende dal processo di riconoscimento dell'indipendenza kosovara. E Bruxelles è contro il boicotaggio elettorale.