EventsEventiPodcasts
Loader
Seguiteci
PUBBLICITÀ

Schiavitù moderna: una piaga nel Regno Unito aggravata dalla crisi Covid-19

Schiavitù moderna: una piaga nel Regno Unito aggravata dalla crisi Covid-19
Diritti d'autore Dita Alangkara/Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu
Diritti d'autore Dita Alangkara/Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu
Di Damon Embling
Pubblicato il
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

L'anno scorso sono state identificate più di 10000 vittime di sfruttamento nel Regno Unito, che hanno subito abusi sessuali o nel mondo del lavoro. Sono numeri in crescita di più del 50% rispetto al 2018

PUBBLICITÀ

Dagli abusi nel mondo del lavoro allo sfruttamento sessuale. La schiavitù moderna è una fiorente industria del crimine nel Regno Unito, con migliaia di persone sottoposte al quotidiano ricatto di caporali e nuovi padroni del III millennio.

Damon Embling, corrispondente per Euronews Londra, evidenzia: "L'anno scorso sono stati identificati 10600 presunti moderni schiavi qui nel Regno Unito, un record. Una crescita di più del 50% rispetto al 2018. Lo sfruttamento dei lavoratori è stata la più comune forma di abuso. Molte delle vittime arrivano dal Regno Unito, dall'Albania e dal Vietnam".

L'accettazione di condizioni capestro è l'unica via di salvezza per queste persone, spesso immigrati irregolari che non possono ottenere un lavoro alla luce del sole.

La crisi scatenata dall'emergenza Covid-19 rischia di aggravare la loro condizione, come denuncia Ella Read dell'organizzazione caritatevole Hestia: "Con la riapertura delle aziende, pensiamo che inizieranno di nuovo a crescere i numeri di coloro che vengon sfruttati. Il rischio è potenzialmente più alto ora perché gli imprenditori potrebbero avere meno soldi per i salari".

Hestia, che quest'anno celebra 50 anni di attività dei suoi volontari, ha appena aperto una nuova casa a Londra per accogliere i sopravvissuti alla tratta di esseri umani.

Ella Read non pensa che le restrizioni ai viaggi per il coronavirus abbiano fermato i trafficanti: "Purtroppo troveranno nuovi modi creativi per spostare le persone tra altri Paesi o per portarle nel Regno Unito stesso."

Nancy è riuscita a liberarsi dai suoi padroni, e oggi aiuta chi sta vivendo condizioni simili alla sua. Sottolinea l'urgenza di regolarizzare le persone entrate illegalmente nel Paese: "Aiuterà i sopravvissuti a ricostruire le loro vite, perché avere uno status legale è l'inizio della libertà. Senza di esso, si trovano in una posizione ancora più vulnerabile e ripiombano in condizioni di nuovo sfuttamento".

La Gran Bretagna ha intensificato gli sforzi per contrastare queste schiavitù, ma la critica dominante è che la nuove legge introdotta nel 2015, il Modern Slavery Act, rimanga ancora troppo inapplicata.

Unmesh Desai, politico del partito laburista, ha studiato molto il fenomeno e conferma la necessità di perseguire maggiormente gli schiavisti: "Sono state avviate pochissime azioni penali nell'ambito del Modern Slavery Act e si tratta di intensificarle. È stato fatto un bel po', ma è necessario fare molto di più".

La pandemia sta mettendo a dura prova l'economia dei Paesi. L'appello ai governi è di non dimenticare gli ultimi, i più fragili, anche in questo momento difficile.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Inghilterra, polemiche per il ritorno degli studenti in classe

Trump colpevole per i pagamenti a Stormy Daniels: prima condanna a un ex presidente, pena a luglio

Austria, la criminalità a Vienna potrebbe avere un impatto sulle elezioni europee