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Il sì di Bruxelles agli aiuti di Sato: salvata Brussels Airlines

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Il sì di Bruxelles agli aiuti di Sato: salvata Brussels Airlines
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Salvata Brussels Airlines

Il governo tedesco e la compagnia di bandiera Lufthansa avrebbero raggiunto un accordo sugli aiuti di Stato per un valore di nove miliardi di euro.

Si tratterebbe di una buona notizia per la Brussels Airlines, filiale belga della Lufthansa, dove erano stati annunciati importanti tagli.

Le restrizioni ai viaggi hanno inferto un duro colpo alle compagnie aeree spingendo la Commissione europea a sospendere i divieti europei sugli aiuti di stato.

Il rischio di collasso economico ha portato Bruxelles a rivedere le regole, almeno temporaneamente spiega la Commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager: “Il sostegno pubblico deve essere limitato nel tempo e mirato solo ai problemi che le aziende stanno attualmente affrontando. Il sostegno alla liquidità può essere concesso fino alla fine del 2020 per aiutare le aziende a superare la carenza di liquidità e prevenire i licenziamenti."

Bruxelles indulgente sugli aiuti di stato

Durante la pandemia la Commissione euoropea ha approvato piani di salvataggio nazionali per un valore di quasi due trilioni di euro, la metà dei quali hanno avuto luogo in Germania.

Il timore è che i paesi più ricchi possano ottenere un vantaggio ingiusto. Ma per Bruxelles gli aiuti di Stato tedeschi sono "un motore" per l'economia europea.

Alcuni politici tedeschi sperano inoltre che Bruxelles continui ad applicare queste regole in futuro.

"Le regole europee in materia di concorrenza e aiuti di Stato dovrebbero consentire la creazione di campioni aziendali europei in modo da poter competere con i rivali degli Stati Uniti e della Cina- afferma Armin Laschet, primo ministro del Nord Reno-Westfalia-. Bruxelles non dovrebbe guardare esclusivamente alla concorrenza all'interno del mercato unico. Questa sarà la sfida nei prossimi anni".

Gli ambientalisti temono però che i fondi per gli aiuti di Stato e il risanamento aziendale siano destinati alle industrie inquinanti, nonostante le promesse pre-crisi di costruire un'economia più verde.