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Hong Kong in piazza, Pechino: "Guerra fredda con gli USA"

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ISAAC LAWRENCE / AFP
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Il gigante ferito dal coronavirus, tira fuori le unghie contro la preda più simbolica: Hong Kong. La città-Stato in rivolta da mesi contro le ingerenze cinesi, scende di nuovo in piazza, con un motivo in più: la proposta di legge per la sicurezza di Hong Kong che Pechino vuole imporre.

Il testo mette in discussione le libertà della città-Stato, impensabili in Cina, e con esse il modello dei due sistemi. La governatrice di Hong Kong Carrie Lam è pronta alla massima collaborazione col celeste impero. Da qui il ministro degli esteri Wang Yi ha fatto sapere che la nuova legge, la cui approvazione al parlamento cinese dovrebbe avvenire giovedì prossimo, dovrà essere applicata il prima possibile.

Scontri e arresti a Hong Kong, la nuova legge spegnerebbe la città-Stato

Intanto durante l'ultima manifestazione si sono registrati scontri tra manifestanti e polizia; uno dei leader della protesta, Tam Tak-chi è stato arrestato e se passassero le nuove norme chi scende in piazza contro Pechino potrebbe essere agevolmente messo in manette dalla polizia cinese e processato nientemeno che per sedizione e tradimento. La nuova legge punisce anche le ingerenze straniere dietro le manifestazioni. Per gli abitanti di Hong Kong è una provocazione inaccettabile.

La Cina, sotto scacco: "A un passo da una nuova guerra fredda con gli USA"

Mentre a Hong Kong si protesta, in Cina, sotto scacco per la gestione del coronavirus, il governo parla; il ministro degli esteri affronta i tempi coronavirus, rapporti con Washington e futuro della nazione.

Gli Usa devono rinunciare a voler cambiare la Cina e rispettare la sua volontà di sviluppo
Wang Yi
Ministro degli esteri cinese

Sui rapporti con gli Stati Uniti Wang Yi dice che si è a un passo da una nuova guerra fredda mentre "non dovrebbero esserci conflitti e si dovrebbe cooperare in una logica win-win e di rispetto reciproco". "Gli Usa devono rinunciare a voler cambiare la Cina e rispettare la sua volontà di sviluppo", ha aggiunto.

Sul coronavirus Wang Yi ha detto che la Cina "è aperta alla cooperazione internazionale per identificare la fonte della pandemia del Covid-19" ma pretende che l'indagine sia "libera da interferenze politiche" e basata su "motivazioni scientifiche". Wang Yi ha criticato duramente gli sforzi dei politici Usa finalizzati a "creare voci" sull'origine del coronavirus e a "stigmatizzare la Cina".