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Coronavirus, smart working: il futuro del lavoro è... oggi!

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Coronavirus, smart working: il futuro del lavoro è... oggi!
Diritti d'autore  AP Photo/Petr David Josek
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La pandemia di Covid-19 ha cambiato il modo di lavorare di molti cittadini europei. Secondo un sondaggio di Eurofound, quasi 4 persone su 10 sono ora in smart working. Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Finlandia sono gli Stati membri in cui la percentuale di nuovi lavoratori da casa è più alta. L'Italia è poco più indietro. Romania, Grecia e Croazia, invece, hanno il minor numero di nuovi telelavoratori nell'Unione.

Nonostante le percentuali, una cosa è certa: il telelavoro diventerà la "nuova normalità", secondo gli specialisti e le organizzazioni dovranno adattarsi.

"Questo vecchio modello gerarchico che viviamo da un secolo, si adatta all'era industriale nazionale, ma non a un'era digitale globale, che è di per sé molto più fluida, flessibile e decentrata", spiega Joana Breidenbach, autrice e consulente.

"La cultura si sviluppa ed evolve, è molto diversa e è non è più un tutt'uno con il comando e il controllo", dichiara il fondatore di TomorrowToday Global, Dean Van Leeuwen. "Siamo adulti e quindi ci aspettiamo che facciate un lavoro. La gente smette di misurare gli input, il tempo che si passa in ufficio. E penso che sia davvero una buona cosa questa".

Dipendenti più motivati e comunicativi

Questo passaggio dall'ufficio al salone di casa richiede anche che i dipendenti siano più motivati, pronti al cambiamento e resistenti. Ma c'è un'abilità che è fondamentale, se vogliono prosperare in questo nuovo mondo digitale: "Devono anche essere dei gran comunicatori, perché quando lavoriamo a distanza e non abbiamo strutture e processi fissi che ci dicano cosa fare, ogni secondo della giornata, dobbiamo comunicare in modo trasparente e molto aperto tra di noi, per svolgere il lavoro in modo efficace", dice Breidenbach.

I diritti dei telelavoratori

Il telelavoro può rappresentare una sfida per gli attuali diritti dei lavoratori. I sindacati ricordano che i dipendenti hanno esattamente gli stessi diritti di chi lavora in ufficio, ma devono fare una chiara distinzione tra l'orario di lavoro e il tempo personale.

"Ci devono essere dei confini ben definiti e il lavoratore dev'essere in grado di controllarne molti di più", spiega Esther Lynch, vicesegretario generale della Confederazione europea dei sindacati (CES). "Ci dev'essere molta più fiducia, quindi i datori di lavoro devono avere più fiducia nei loro lavoratori, quando raggiungono gli obiettivi. Non hanno bisogno di contare ogni click sulla tastiera. Non hanno bisogno di essere monitorati e sorvegliati".

I sindacati ricordano anche che i costi associati al telelavoro, come elettricità, connessione internet o qualsiasi altro materiale, sono ancora a carico dei datori di lavoro.