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Ue: ormai 40 milioni di disoccupati

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Ue: ormai 40 milioni di disoccupati
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"Non perdete tempo con la burocrazia". È questo l'appello inviato dal mondo del lavoro alle istituzioni europee. Imprese e sindacati chiedono ai ministri del Lavoro europei, riuniti in queste ore in video conferenza, di agire in fretta e arginare gli effetti catastrofici della crisi. E se finora è sembrato facile trovare un accordo sulle misure di aiuto, la loro efficacia non è del tutto evidente. Attualmente l'unione europea conta 40 milioni di disoccupati. La Commissione europea annuncerà a breve i nuovi numeri sull'andamento dell'economia, ma intanto le previsioni restano cupe con un calo del PIL europeo, nel 2020, che potrebbe arrivare al 10%.

"Ci sono ancora troppi vuoti normativi sulla tutela di una larga fetta di lavoratori con contratti atipici - afferma Luca Visentini, segretario generale della Confederazione europea dei sindacati - mi riferisco a chi ha lavori precari, a chi fa consegne con applicazioni, a chi non ha un contratti e a chi è freelance . C'è poi da rilevare che a molte persone i soldi promessi non sono ancora arrivati."

Aiuti subito

Le aziende chiedono alle istituzioni europee e nazionali di rispettare le scadenze sugli aiuti perché ogni ritardo pesa sulla sostenibilità e la sopravvivenza dei posti di lavoro.

"Le aziende, e in particolare le piccole e medie imprese, dovranno essere sostenute per garantire una ripresa delle attività economiche - ricorda Markus Beyrer, direttore BusinessEurope -. In questa fase è particolarmente importante ricevere delle linee guida sulle misure di sicurezza da seguire sul posto di lavoro. Non si può infatti continuare a rimandare il momento del ritorno al lavoro a pieno regime.”