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Coronavirus, cercare il primo lavoro dopo la laurea e non trovarne nessuno

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Coronavirus, cercare il primo lavoro dopo la laurea e non trovarne nessuno
Diritti d'autore  Andres Kudacki/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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In tempi di crisi, entrare nel mondo del lavoro per i giovani alla ricerca del primo impiego sembra un'impresa impossibile e le previsioni cupe per l'economia globale, confermate dall'Organizzazione internazionale del lavoro, di sicuro non aiutano.

Elise Lauriot-Prévost; 22 anni, una laurea in tasca e un master in diritti umani appena concluso, ha inviato il suo curriculum a 50 organizzazioni e ottenuto zero risposte positive.

"E quando le risposte arrivano sono scoraggianti - racconta - tipo: grazie per aver mandato la tua application, ma a causa del coronavirus, stiamo sospendendo la ricerca di nuovo personale, le faremo sapere quando cambieranno le condizioni."

Difficile rimanere ottimisti. Ripiegare in un lavoro precario o in tirocinio non offre più possibilità, le previsioni sono negative anche in questi due settori.

" A volte mi chiedo persino se ho sbagliato campo di studi - prosegue Elise - E non posso neanche guadagnare qualche soldo con un lavoro temporaneo, come la babysitter o la cameriara, per via del lockdown."

La disoccupazione giovanile nell'UE

Prima della pandemia il tasso di disoccupazione giovanile degli under 25 era del 15 %.

In alcuni paesi del Sud arrivava addirittura al 30% ed oltre.

La grandi agenzie interinali come Randstad consigliano di investire questo tempo nella formazione per rafforzare le competenze tecniche che rendono il proprio curriculum più appetibile nel mercato del lavoro che tra un anno potrebbe già essersi ripreso.

I altre parole, bisogna evitare di vivere questo periodo come una prolungata vacanza.

Nel precedente budget settennale gli investimenti dell'Unione europea per combattere la disoccupazione giovanile ammontavano a 9 miliardi di euro e ne hanno beneficiato quasi 2 milioni e mezzo di giovani.

Tra le proposte di alcuni parlamentati europei c'è quella di aumentare gli investimenti del fondo per l'occupazione giovanile nel prossimo bilancio pluriannuale dell'Unione europea con particolare attenzione ai giovani meno qualificati.

"Bisogna fare attenzione però a non sovvenzionare quei datori di lavoro che favoriscono solo tirocini e lavori temporanei - ammonisce l'eurodeputata porteghese Sandra Pereira, nel gruppo della Sinistra europea - Perché come è noto questo genere di contratti, portano i giovani a posticipare le decisioni importanti delle propria vita. Le aziende ed organizzazioni che non rispettano i diritti dei lavoratori non devono beneficiare dei fondi europei per assumere dei giovani."

Al momento, tra i programmi per i giovani più colpiti dalla crisi ci sono L'Erasmus Plus, per ricercatori, e il Corpo europeo di solidarietà, ovvero il servizio volontario europeo. L'impossibilità di spostarsi sta infliggendo grosse limitazioni allo svolgimento delle normali attività che prevedono l'intercambio di giovani da tutta Europa