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Le sfide per battere la disoccupazione giovanile in Europa

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Le sfide per battere la disoccupazione giovanile in Europa
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Trovare un lavoro. Una sfida complicata specie per i giovani, ma non impossibile. L'Europa offre delle formazioni a chi finisce la scuola o a chi per perde il posto. Tra le tante iniziative, per incentivare e motivare chi è alla ricerca di un posto dignitoso e stabile, c’è il progetto "Garanzia giovani", un'iniziativa dell'Unione europea rivolta a chi ha meno di 25 anni.

Si può ottenere un'offerta valida di occupazione o tirocinio, entro quattro mesi dalla fine degli studi o dall'inizio del periodo di disoccupazione. Finora sono 14 milioni le persone che hanno aderito. Certo c’è molta preoccupazione riguardo ai tassi di disoccupazione giovanile, in particolare nel sud dell'Europa. In questa puntata di Real Economy, parleremo con alcuni giovani in diverse parti d'Italia e sentiremo il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo.

FORMAZIONE DI LIVELLO CONTRO LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE

In Europa ci sono oltre 5 milioni e mezzo di giovani che non sono impegnati nello studio, né nel lavoro né nella formazione. Un bacino a cui vuole rivolgersi l'iniziativa "Garanzia per i giovani". Per i ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro, non è un momento semplice. Essendo nuovi sul mercato, hanno meno probabilità di trovare un posto. Spesso vengono loro proposti contratti temporanei e part-time.

Il tasso di disoccupazione giovanile in tutti i paesi dell'UE si è attestato al 14,2% nell'agosto 2019. Un problema che varia da Stato a Stato. La sfida maggiore riguarda il sud dell'Europa. In Grecia, la disoccupazione giovanile è al 33%, in Spagna al 32,2% e in Italia al 27,1%. In controtendenza troviamo la Repubblica Ceca dove i giovani senza lavoro sono al 5,1%. Seguono la Germania al 5,7% e i Paesi Bassi al 6,9%. Paesi, questi tre, che sembrano offrire migliori prospettive di lavoro per i ragazzi.

"GARANZIA GIOVANI": UN AIUTO PER L'INSERIMENTO DEI GIOVANI NEL MERCATO DEL LAVORO

Gli esperti affermano che molti ragazzi che aderiscono al programma “Garanzia Giovani” sono principalmente orientati verso tirocini e non verso un lavoro a tempo pieno. Uno schema ritenuto sufficiente dal governo italiano, visto che l'Italia ha tassi di disoccupazione giovanile davvero alti?

Secondo il Ministro del lavoro italiano Nunzia Catalfo, sicuramente “Garanzia Giovani”è uno strumento, un aiuto che può essere programmato meglio, anche a livello nazionale, con azioni mirate più alla maggiore formazione del giovane e all’inserimento lavorativo, quindi con l’apprendistato. "A questo va, nel frattempo, accompagnato un rafforzamento della presa in carico del giovane , da parte dei servizi pubblici, in modo tale che ci sia un accompagnamento alla formazione e all’inserimento nel mondo dell’istruzione, da cui spesso il giovane è lontano; e per questo motivo poi è lontano anche dal mondo lavorativo e diventa un inattivo o un disoccupato.”

"YES I START UP", UN INCENTIVO PER IL FUTURO PROFESSIONALE DELLE NUOVE GENERAZIONI

Nelle regioni meridionali d'Italia, quasi la metà dei giovani tra i 15 e i 24 anni non ha un lavoro. Ci troviamo a Lamezia, in Calabria, per incontrare Pierdomenico Sesto, un giovane che ha, da poco, aperto un suo negozio grazie al programma “Yes I Start Up”, supportato da “Garanzia giovani.” “Ho deciso di diventare imprenditore, essendo che ho lavorato in questi ultimi anni tanto, ero sottopagato e sfruttato, quindi ho deciso di aprire un attività tutta mia. Ho conosciuto “Yes I start Up”, dopo aver perso tutte le speranze, dato che avevo già provato nelle varie banche a chiedere un finanziamento.”

Appassionato di fumetti, Pierdomenico ha usufruito di una formazione sull'imprenditoria. Quindi, ha chiesto un prestito di 35.000 euro che gli ha permesso di aprire il suo negozio. “Il denaro mi e stato finanziato da Invitalia, l’Agenzia ente del microcredito dalla Regione Calabria. Diciamo che, questo progetto “Yes I Start-Up”, mi hanno salvato la vita no, pero me l’hanno cambiata un pochino. “

LAVORO: TECNOLOGIA E SUPPORTO DELLE ISTITUZIONI

300 giovani in Calabria hanno presentato un loro progetto e il 60% di loro ha ottenuto un prestito. In Italia, tuttavia, solo il 20% dei giovani non occupati o istruiti, è iscritto al programma “Garanzia giovani.” “Non sempre i centri per l’impiego riescono a fornire ai giovani le dovute, le informazioni necessarie per l’iscrizione al programma. Per questo motivo, alla Regione Calabria, come molte altre regioni d’Italia, ha deciso di farsi supportare in questa attività da enti promotori privati, accreditati in Regione per la promozione delle varie misure.”Annarita Lazzarini, Responsabile progetto “Garanzia giovani” della Regione Calabria.

A Roma, Cristina Nicosia stava ottenendo solo contratti a tempo determinato. Così, 3 anni fa, è entrata nel programma “Crescere in Digitale”, in collaborazione con Google e la Camera di Commercio italiana. “Ho avuto l’opportunità di seguire un corso gratuito relativo alle tematiche del web-marketing, e poi ho avuto la fortuna di poter mettere in campo le conoscenze acquisite attraverso un tirocinio di sei mesi in un’azienda. Ho conosciuto un settore che non conoscevo affatto che è quello della gioielleria “Made in Italy". Ho potuto anche avere della responsabilità, è andato talmente bene che alla fine dei 6 mesi sono stata assunta con un contratto a tempo indeterminato. Il progetto “Crescere in Digitale”, per me è stato di fondamentale importanza perché mi ha aiutato a rimettere in moto il mio percorso professionale e lavorativo."

DAL GOVERNO INCENTIVI PER AIUTARE CHI DEVE TROVARE UN LAVORO O CHI L'HA PERSO

Circa la metà dei ragazzi italiani che ha completato un programma finanziato da “Garanzia giovani”, ora hanno un lavoro. Ma c'è ancora molto da fare. Pierdomenico Sesto ha voluto rivolgere una domanda al Ministro del Lavoro: "Si possono usare canale diversi per informare il giovani sulle opportunità di lavoro?

Il Ministro Catalfo ci spiega che entro il 2021, verrà raddoppiato il numero degli operatori in Italia. "Da 8.000 passeremo, un po’ più del doppio, a circa 20.000 operatori. A 8.000 aggiungeremo 11.600 operatori in più all’interno dei Centri per l’mpiego. Tutte persone specializzate che accompagneranno all’inserimento lavorativo, accompagneranno in un percorso di istruzione, chi si rivolgerà ai centri per l’impiego, quindi ovviamente anche i giovani. A questo stiamo accompagnando un rafforzamento anche dei sistemi informativi e anche delle piattaforme informatiche, dei sistemi informativi, che rendano fruibile e facile, poter effettuare la ricerca di lavoro.”

Altra questione fondamentale i contratti a tempo determinato, che sono aumentati in Italia. Ci si chiede se questa sia l'unica risposta che si può dare, in questo contesto, ai giovani che finiscono la scuola o una formazione. L’Istituto Nazionale di Statistica in Italia ha fornito gli ultimi dati sull’occupazione, ci spiega il Ministro del Lavoro italiano. "L’occupazione non solo è aumentata ma sono aumentati di circa 70 mila i lavori a tempo indeterminato, ovvero i lavori stabili. Quindi a seguito di una norma, che noi abbiamo inserito l’anno scorso, chiamata “Decreto Dignità”, che tendeva ad aumentare e a rafforzare il lavoro a tempo indeterminato, quindi stabile, e a fare in modo che ci fosse meno lavoro a tempo determinato, allora questa norma ci è servita per avere un rafforzamento del lavoro stabile in Italia. E i dati ce lo confermano.”

Battere la disoccupazione giovanile dunque si può. Basta investire su istruzione, formazione e sullo sviluppo di nuove competenze.

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