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Chernobyl, fiamme alle porte del reattore

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Chernobyl, fiamme alle porte del reattore
Diritti d'autore  Ukrainian Police Press Office
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Da due settimane diverse squadre di soccorritori stanno combattendo contro violenti incendi scoppiati nella zona di Chernobyl, in Ucraina. Le fiamme si propagano all'interno di un'area dichiarata off limits sin dal 1986, in seguito all'incidente alla centrale elettrica che provocò fuoriuscite di materiali radioattivi.

Nonostante sia distante solo un chilometro e mezzo, secondo le autorità ucraine il reattore, coperto da un sarcofago di cemento, non corre alcun rischio. Sebbene l'opera dei vigili del fuoco sia stata in parte favorita dalla pioggia non è del tutto esclusa la presenza di focolai nascosti.

Secondo l'autorità russa che misura la radioattività nella confinante regione di Bryansk, i valori registrati in queste ore restano entro i limiti di sicurezza.

"Non ci sono focolai attivi. C'è una leggera fumigazione del suolo della foresta, le celle sono separate", ha scritto il ministero degli Interni ucraino in una dichiarazione sul sito, descrivendo la situazione alle 7 del mattino di martedì.

"Non c'è alcuna minaccia per la centrale nucleare di Chernobyl, per lo stoccaggio del combustibile o per altre strutture critiche", gli ha fatto eco Volodymyr Demchuk del Servizio di emergenza statale del Paese.

Le autorità hanno anche insistito sul fatto che i livelli di radiazioni nella capitale Kiev, circa 100 chilometri a sud dell'impianto, sono entro i limiti.

AFP

Situazione "critica" per l'incendio

Secondo un attivista di Greenpeace Russia, gli incendi sono più grandi di quanto raccontato dalle autorità e potrebbero rappresentare un rischio per la salute.

Sui social media sono circolate voci sul livello di radiazioni e sui rischi per la centrale nucleare. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky - accusato di inazione nei giorni scorsi - ha promesso di occuparsi con priorità della faccenda. "La società ha il diritto di conoscere la verità e di essere al sicuro".

Gli incendi hanno preso piede il 4 aprile e da allora si sono diffusi, aiutati da forti venti e da un periodo di siccità fuori stagione. I roghi non sono rari ad inizio primavera quando si dà fuoco all'erba secca, una pratica diffusa in alcune nazioni ex sovietiche. I funzionari dicono di aver rintracciato almeno due persone sospettate di aver innescato gli incendi.

La zona di esclusione di Chernobyl, istituita dopo il disastro nucleare, è in gran parte disabitata, anche se circa 200 persone sono rimaste a viverci.

La scorsa settimana i residenti di un villaggio del territorio sono stati spostati dalle loro case dalla polizia poiché gli incendi hanno portato un picco di radiazioni.