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In Bielorussia fa più paura la fame che il virus, il paese non si ferma

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In Bielorussia fa più paura la fame che il virus, il paese non si ferma
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In Bielorussia si registrano 420 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore: lo riportano le autorità locali precisando che i casi nel corso dell'ultima giornata sono saliti da 1.066 a 1.486. I decessi provocati dal nuovo coronavirus sono ufficialmente 16. In realtà le cifre sembrano falsate un po' in tutti i paesi vista la difficoltà a repertoriare i decessi nelle case di riposo e nelle normali abitazioni.

"Il virus? Una psicosi"

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko alcune settimane fa aveva definito "una psicosi" l'emergenza coronavirus e aveva criticato la decisione di diversi stati di chiudere le frontiere per evitare la pandemia. Una dimensione unica in Europa in un paese da quasi 10 milioni di persone che presenta non poche criticità.

"Tutt'intorno a noi continuano a impazzare quarantene e coprifuoco. Sarebbe un gioco da ragazzi, potremmo farlo anche noi in 24 ore. Ma poi cosa mangiamo? ha chiarito Lukashenko - non soltanto alcuni funzionari delle organizzazioni internazionali parlano dell'imminente recessione, ormai tutti ne parlano, compresi i paesi più avanzati".

Un presidente da troppo tempo alla guida del paese

Dall'inizio dell'epidemia, il presidente Lukashenko, in carica dal lontano 1994, si è opposto alle misure di contenimento ed ha chiaramente invitato i suoi concittadini a continuare a lavorare, ad andare nei campi, a guidare i trattori - di cui il suo Paese è grande produttore - perché "il trattore guarisce tutti". Nell'elenco delle cure miracolose il capo di Stato ha inserito la vodka e la sauna.

Sebbene in paesi in cui la prossimità non è sempre la norm,a vista l'esiguità della popolazione in relazione alla vastità del territorio, le aree urbane restano una trappola per gli uomini con il virus in agguato. Il concetto di globalizzazione e la moltiplicazione all'infinito dei viaggi è il primo vulnus per ogni comunità in qualunaue parte del mondo e allo stato attuale solo il confinamento rallenta la progressione dell'infezione. In mancanza di vaccini o di cure efficaci.