ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Covid-19, pesca in crisi: uscite dimezzate e fatturato in crollo

euronews_icons_loading
Covid-19, pesca in crisi: uscite dimezzate e fatturato in crollo
Diritti d'autore  Andrew Medichini/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Dimensioni di testo Aa Aa

Mense chiuse, ristoranti pure; si pesca solo per i pochi esercizi commerciali restati aperti e per le consegne a domicilio.

Il coronavirus ha messo in crisi anche il mercato ittico e la mitilicoltura. In Italia, in Francia, in Gran Bretagna, dappertutto il calo del fatturato è inevitabile. Sulle coste delle stivale peggio le isole, dove il crollo è verticale con punte di un meno 80 per cento di fatturato.

Resiste Fiumicino, vista la vicinanza della capitale ma l'attività è dimezzata: 3 uscite settimanali al posto di 5 e vendite e ordini al meno 50 %.

Simile la condizione a Boulogne sur Mer nel Nord della Francia: dopo i primi giorni di confinamento e di blocco pressoché totale dell'attività, i pescatori hanno ripreso ad uscire nonostante la paura del contagio. Dosano la pesca per evitare l'abbattimento del prezzo, la loro attività è ridotta a un quarto rispetto a prima. La paura del contagio li accompagna sempre, essendo la barca un posto in cui è impossibile rispettare la distanza.

C'è solo un'eccezione: la vendita di acciughe in scatola. Almeno nell'Adriatico. Un imprenditore italiano istallatosi in Albania rileva un incremento delle vendite del 30 % , il confinamento ha fatto aumentare la domanda di cibi a lunga conservazione, pesce in scatola compreso.

La commissione europea ha proposto una serie di aiuti al settore ittico sotto l'ombrello del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, un settore che, se non passa l'epidemia, non risorgerà domani. (Per saperne di più clicca qui)