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I sintomi del coronavirus compaiono dopo cinque giorni - "ragionevole" quarantena di 2 settimane

Italy Virus Outbreak Economy
Italy Virus Outbreak Economy   -   Diritti d'autore  Antonio Calanni/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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I pazienti affetti da coronavirus mostrano i primi sintomi in media dopo cinque giorni. Lo dice uno studio in cui si definisce il periodo di quarantena di 14 giorni come "ragionevole".

Una stima accurata del periodo di incubazione di un nuovo virus rende più facile per gli esperti prevedere la dinamica dell'epidemia e trovare un equilibrio tra misure di controllo draconiane e arginare la diffusione della malattia Covid-19.

Nel mondo sono oltre 100mila le persone contagiate, 3.800 i morti.

9 marzo 2020 Lunedì 9 marzo 2020 in Italia ci sono stati 102 pazienti guariti, 97 deceduti e 1598 positivi in più...

Publiée par Coronavirus - Dati e Analisi Scientifiche sur Lundi 9 mars 2020

L'Italia ha vietato tutti i movimenti non essenziali sul territorio nazionale e ha ordinato la chiusura di scuole, palestre e musei.

Un'analisi delle infezioni da COVID-19 condotta dai ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health ha rivelato un periodo di incubazione medio di 5,1 giorni - più lungo di quello dei tipici raffreddori comuni.

La ricerca ha stimato che meno del 2,5 per cento delle persone prese a campione ha mostrato sintomi entro 2.2 giorni; il 97,5 per cento li ha palesati entro 11,5 giorni. Gli esperti di salute pubblica hanno imposto periodi di quarantena di 14 giorni sulla base di una stima, e i dati della Johns Hopkins suggeriscono che sia stata azzeccata.

Per ogni 10mila individui messi in quarantena per 14 giorni, 101 di loro svilupperebbero i sintomi dopo la fine delle restrizioni.

"Sulla base della nostra analisi dei dati disponibili al pubblico, l'attuale raccomandazione di 14 giorni per il monitoraggio attivo o la quarantena è ragionevole; ciononostante, si perdono alcuni casi a lungo termine", scrive uno degli autori, Justin Lessler, professore associato nel Dipartimento di epidemiologia della Bloomberg School.

Pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine, ha esaminato 181 casi rilevati prima del 24 febbraio.

La dottoressa Elisabetta Groppelli, virologa e professoressa di salute pubblica alla St. George's University of London e già coinvolta nella risposta internazionale all'epidemia di Ebola del 2013-2015, ha detto a Euronews di "condividere pienamente le misure adottate in Italia. Sappiamo che in Cina hanno avuto un enorme impatto nel rallentare e contenere il contagio. Il virus può essere sconfitto e rallentato dall'isolamento. Dobbiamo ricordare che ciascuno di noi può fare tanto, dobbiamo andare al di là degli egoismi. Nelle ultime due generazioni siamo stati fortunati. Questa epidemia ci ricorda che occasionalmente dovremo far fronte a eventualità di questo genere, e di conseguenza adattare il nostro stile di vita e pensare al bene comune".