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Morire da piccoli. Un rischio concreto per i bambini poveri in Europa

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Morire da piccoli. Un rischio concreto per i bambini poveri in Europa
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Morire da piccoli è un rischio concreto per i bambini poveri.

Nelle fasce di popolazione che costituiscono il 20% più povero in Europa le probabilità di non superare i 5 anni di vita sono più alte del 40%. La povertà è ancora uno dei principali ostacoli nella crescita di un bambino.

Una strategia europea per l'infanzia

Sei leader dell'organizzazione per i diritti dei minori mercoledì hanno incontrato la Commissione e Parlamento europeo per discutere della povertà infantile: l'esclusione sociale e i diritti dei minori sono al centro dell'agenda delle istituzioni europee.

Delphine Moralis segretario generale di Terre des Hommes vorrebbe a una strategia europea per l'infanzia.

"Sto pensando a un piano che copra sia le politiche interne che esterne e faciliti anche la consultazione con i bambini. Questa deve essere una strategia per i bambini. Quindi dobbiamo assicurarci che siano coinvolti in queste discussioni politiche".

Molti paesi in Europa hanno ridotto la spesa previdenziale per l'infanzia dal 2008, a seguito della crisi finanziaria globale. Un bambino su quattro nell'UE è a rischio di povertà: in totale 22.7 milioni di bambini.

Metà dei bambini in alcuni stati europei vivono al di sotto della soglia di povertà. A questo si somma la violenza sui minori.

La situazione nei campi profughi

La situazione dei bambini rifugiati, poi, è particolarmente difficile, spiega Meg Gardinier, segretario generale di ChildFund Alliance.

"I bambini rappresentano il 52% dei rifugiati di tutto il mondo. Viene da chiederesi se stiamo dando la giusta risposta al problema dei rifugiati. E' necessario fornire istruzione nei campi. L'istruzione è il quarto pilastro dell'assistenza umanitaria. Se i giovani vengono istruiti nei campi avranno un'opportunità per costruirsi un futuro".

In ottobre il Parlamento europeo ha adottato una decisione sul rafforzamento dei diritti sociali. Come parte di questa strategia c'è la lotta alla povertà infantile, alla disoccupazione giovanile e alla disoccupazione di lunga durata. La Commissione europea ci sta già lavorando, ma la questione è quanti soldi verranno dedicati nel prossimo bilancio europeo.