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Un fucile al posto della penna. L'infanzia rubata dei bambini in Yemen

Un fucile al posto della penna. L'infanzia rubata dei bambini in Yemen
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REUTERS/Khalil Ashawi
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Andare a scuola: un atto di resistenza in un paese devastato dalla guerra come lo Yemen, dove i bambini vengono trasformati in soldati. A due milioni di bambini viene impedito di andare a scuola, molte famiglie preferiscono che si uniscano alle milizie.

A fare luce sulla vicenda è Laura Silvia Battaglia, giornalista di guerra, che da anni si occupa di conflitti in Medio Oriente. Ospite in una conferenza organizzata da "No peace without justice", dalle aule del Parlamento europeo a Bruxelles ci spiega perchè molti bambini imbracciano il fucile.

"Se sei povero non hai alcuna possibilità. Almeno come bambino soldato ricevi dei soldi ogni mese e con questi soldi sostieni la tua famiglia. Rappresenta una buona forma di reddito".

La guerra, inoltre, ha accentuato un' altra prassi diffusa tra le famiglie più povere. "Non avendo mezzi di sostentamento, molte famiglie decidono di vendere i loro figli per circa 1000 dollari a delle persone che poi li impiegano nel traffico di droga verso l'Arabia Saudita", continua Battaglia.

Bersagli negli scontri militari, affamati fino alla morte e abusati sessualmente, a 30 anni dalla firma della convenzione internazionale per i diritti del fanciullo, nello Yemen i bambini sono tra le principali vittime. Radhya al-Mutwakel da anni si batte per far conoscere al resto del mondo le atrocità che avvengono nel suo Paese. Afferma che quella in Yemen è una guerra ignorata e che la pace è possibile, se la comunità internazionale facesse le dovute pressioni sulle parti in conflitto.

"Il colmo è che lo Yemen è stato uno dei primi paesi a ratificare la convenzione dei diritti dell'infanzia - racconta - e ora proprio in Yemen avvengono le più atroci violazioni. Non dovremmo festeggiare il 30 ° anniversario della convenzione. Dovremmo valutarla: perché festeggiare quando ancora milioni di bambini, non solo nello Yemen, ma in tutto il mondo stanno soffrendo è un po' un controsenso".

Molti paesi europei, tra i quali spiccano Francia e Italia, alimentano la guerra nello Yemen vendendo armi all'Arabia Saudita. Armi che verranno usate da oppure contro i bambini. Le organizzazioni per i diritti umani chiedono all'UE di fare pressioni per fermare il massacro.

“Ogni tentativo di pressione conta", afferma Niccolò Figà-Talamanca, segretario di No peace without justice. "Penso che spetti alla nuova Commissione europea e al nuovo alto rappresentante per la politica estera dimostrare leadership e che un'Europa basata sui valori è anche un'Europa basata su una politica estera etica”.

La nuova Commissione europea entrerà in carica a dicembre, ma gli eurodeputati discuteranno la condizione dei minori la prossima settimana, mantenendo i riflettori accesi sulla questione.

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