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Da una star del cinema russo alla prima donna griot dell'Africa al Festival di Sochi

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Da una star del cinema russo alla prima donna griot dell'Africa al Festival di Sochi
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Il Festival internazionale delle Arti d'inverno di Sochi abbatte i confini fra le arti con la fusione di diversi generi musicali e forme d'arte. Così il direttore artistico Yuri Bashmet riesce a favorire il dialogo fra le culture.

Il Piccolo principe rivisitato in chiave adulta

Un programma ricco di star internazionali, quello del XIII Festival internazionale delle arti d'inverno, diretto da Yuri Bashmet, che si è aperto il 12 febbraio a Sochi.

Imperdibile all'apertura "Don't Leave Your Planet", spettacolo con testo tratto dal Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry e musica del russo Kuzma Bodrov. A dirigere l'orchestra da camera I Solisti di Mosca, lo stesso Bashmet. In scena, uno dei più celebri attori russi, Konstantin Khabensky. Questa la sua interpretazione della pièce: "È la storia di una persona che ha uno sguardo molto spirituale sulla vita. È l'onesta conversazione che ha con se stessa una persona che si trova nel deserto, fra la vita e la morte".

Gli ospiti internazionali e Yuri Bashmet

Al concerto di gala dell'apertura è stata presentata in anteprima una composizione per orchestra e voce con il cantante cinese, residente in Svezia, Xiangping Xiao.

La violinista tedesca di origini sudcoreane Clara-Jumi Kang, che conosce Yuri Bashmet da anni, l'ha descritto così: "È una persona incredibilmente gentile, è molto umano. È un piacere immenso fare musica con qualcuno che trasmette tutto questo calore".

Umano, caldo e con un grande senso dell'umorismo. Il maestro ha sempre immaginato una carriera nella musica classica? "No - risponde -, da giovane amavo i Beatles, li suonavo e ho anche cercato di cantare le loro canzoni. Suonavo la chitarra in un gruppo. Sono invidioso di chi suona jazz molto bene, rimpiango di essere stato troppo pigro per suonare il piano, perché non lo suonavo male. Posso anche divertirmi parecchio sul piano".

I segreti del trombone

Il festival di Sochi propone anche diverse masterclass. Lo svizzero David Bruchez, che insegna all'Università delle Arti di Zurigo, svela i segreti utili per suonare bene il trombone: "Diciamo sempre che bisogna cantare mentalmente, in modo che questo arrivi attraverso le labbra allo strumento. Ecco perché canto sempre, anche quando sto suonando il trombone canto".

La prima griot donna

Il pubblico a Sochi è rimasto incantanto dalla performance di Sona Jobarteh. L'artista originaria del Gambia è la prima donna a suonare il kora, l'arpa africana a 21 corde tradizionalmente tramandata di padre in figlio tra i griot, i cantastorie dell'Africa occidentale.

Il Winter International Arts Festival chiude i battenti il 23 febbraio.