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Bilancio Ue 2021-2027: cos'è e in che modo ci riguarda?

Bilancio Ue 2021-2027: cos'è e in che modo ci riguarda?
Diritti d'autore  LUDOVIC MARIN / AFP
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In questi giorni le istituzioni europee e i paesi membri stanno cercando di concordare il bilancio a lungo termine della Ue per il periodo 2021-2027. L'intesa sul budget è il risultato di un complesso equilibrio tra la proposta della Commissione Europea, le considerazioni del Parlamento Europeo e la revisione da parte dei paesi membri riuniti nel Consiglio Europeo.

Il bilancio pluriennale 2021-2027 è speciale per diversi motivi: è il primo ad essere elaborato dal team della nuova Commissione presieduto da Ursula von der Leyen ed è il primo da quando il Regno Unito ha lasciato l'UE; inoltre dovrebbe dare impulso all'ambizioso Patto Verde che dovrebbe rendere l'Europa il primo continente neutro dal punto di vista dell'emissione di gas serra entro il 2050.

Il Parlamento ha già definito inaccettabile la proposta del Consiglio e ha puntato il dito contro i tagli, in particolare quelli alla politica agricola comune (Pac).

E anche se sembra essere una trattativa limitata ai corridoi di Bruxelles, ha effetti molto concreti sulla nostra vita quotidiana.

Quali cambiamenti nel nuovo budget?

In attesa che le trattative si concludano, possiamo confrontare il bilancio precedente (2014-2020) con quello proposto dalla Commissione per il periodo 2021-2027. È sorprendente come, nel bel mezzo dei grandi annunci sul Patto Verde, il budget complessivo per le Risorse Naturali e l'Ambiente sia stato ridotto.

Ciò è dovuto in parte al fatto che la Commissione propone di ridurre gli aiuti all'agricoltura, all'allevamento e alla pesca e di aumentare i fondi per capitoli come l'Azione per il clima e il Meccanismo per la transizione giusta.

Gli incrementi più significativi riguardano l'immigrazione e il controllo delle frontiere, a cui sarà destinato il 2,72% delle risorse (contro lo 0,9% del budget precedente), e la sicurezza e la difesa (2,14% contro il precedente 0,18%).

Il mercato unico, l'innovazione e l'economia digitale rappresenteranno il 14,6% del budget, in aumento rispetto al 10,75% del 2014-2020. Anche le risorse per la politica di vicinato e la politica estera aumenteranno leggermente.

Dove finiscono i soldi?

Il bilancio definisce le priorità di spesa dell'UE. Questo esercizio dimostra quindi un maggiore interesse per la sicurezza e il controllo dell'immigrazione, oltre che per il rafforzamento del mercato unico e dell'economia digitale.

La voce più nota e forse più controversa è la politica agricola, che vedrà notevoli tagli, non da ultimo per via della Brexit, ma anche per le questioni ambientali. Tuttavia, ogni capitolo contiene un numero infinito di programmi per il finanziamento di svariate attività.

Il programma Mercato unico, innovazione e digitale, ad esempio, finanzia programmi di ricerca e sviluppo, l'ambizioso Connecting Europe (trasporti, energia e digitale), il mercato comune, il turismo o il programma spaziale europeo (Agenzia spaziale europea, Copernico e Galileo, che hanno ricevuto un buon impulso agli investimenti). Anche la lotta contro la frode è inclusa in questo capitolo.

Coesione e i valori includono i fondi europei che aiutano le regioni più svantaggiate, l'unione monetaria e i programmi sociali, culturali o educativi come Erasmus + o Creative Europe.

Il capitolo Risorse naturali e ambiente comprende l'agricoltura, la pesca e l'allevamento e la lotta contro il cambiamento climatico.

Il capitolo Migrazione e controllo delle frontiere e quello dedicato a Sicurezza e difesa non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni: il prossimo budget prevede risorse triplicate per il primo e addiritture 12 volte superiori per il secondo.

In questo contesto, non sorprende che la nuova Commissione abbia proposto di investire di più nella politica estera e di vicinato. La spesa per la pubblica amministrazione europea rimane ad un discreto 6,5%.

Finanziamenti Ue: un labirinto in cui è facile perdersi

Il finanziamento UE di programmi, progetti e imprese è pubblico e aperto a tutti, anche se spesso i bandi richiedono una conoscenza piuttosto approfondita dei meccanismi, delle istituzioni e delle scadenze.

L'UE elargisce una piccola parte dei fondi sotto forma di finanziamento diretto, sovvenzioni o contratti.

Il resto, quasi l'80%, è costituito da finanziamenti indiretti, gestiti da amministrazioni nazionali e regionali. Questi sono i Fondi strutturali e di investimento europei.

In questa pagina è possibile accedere alle diverse opzioni.

Frodi e cattiva gestione

Molti analisti criticano non tanto le linee di bilancio, quanto il modo in cui vengono utilizzate. Ci sono numerosi casi di sospetta corruzione e di uso improprio dei fondi dell'UE.

La Spagna è il Paese che ha collezionato il maggior numero di denunce di irregolarità nell'ultimo rapporto dell'Ufficio antifrode europeo OLAF. La Corte dei conti europea ha recentemente invitato i Paesi membri a rafforzare l'individuazione, il coordinamento e la risposta a queste pratiche.

Quanto paga ogni Paese e quanto riceve?

Dipende dalla situazione economica e dalle circostanze. Dal 2001 l’Italia è sempre stata nella posizione di contributore netto, vale a dire ha versato più soldi rispetto a quelli ricevuti da Bruxelles.

Si tratta di uno degli argomenti su cui i leader europei sono più spesso in disaccordo. E a quanto pare le trattative sul bilancio 2021-2027 non faranno eccezione.