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“Andrej Tarkovskji, Il cinema come preghiera”

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“Andrej Tarkovskji, Il cinema come preghiera”
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"Accendersi postumi, come una parola", aveva invocato lo straordinario regista russo Andreij Tarkovskij (Zavraž'e, 4 aprile 1932 – Parigi, 29 dicembre 1986) e così è stato per lui e non solo per l’incredibile costante attualità di tutti suoi film ma anche per il contributo che il figlio Andrej A. Tarkovskij adesso ha materializzato nel documentario “Andrej Tarkovskji, Il cinema come preghiera” (Italia/Russia/Svezia 2019, 97' - Doc, col. e B&N, Revolver Film) nelle sale italiane da pochi giorni e a marzo anche in Svezia. La pellicola è imbastita con rarissime registrazioni audio anche di poesie inedite di Arsenij Tarkovskij, uno dei maggiori poeti russi del Novecento, padre del regista e nonno dell’autore, lette dallo stesso regista, che con la sua opera ha inciso nel cinema del figlio. Le immagini del film sono frammenti tratti dalle opere originali, foto e video d’epoca, backstage e riprese effettuate sui luoghi della vita e dei set di Tarkovskij in Russia, Svezia, Italia (sua patria adottiva).

L’Infinito Tarkovskij

Il merito eccezionale dell’intera sua opera è quello di cartografare l’anima dell’uomo con una profondità tale che davanti a lui impallidiscono anche i cartografi di Jorge Luis Borges e lo fa con sequenze di immagini che inventano un altro tempo, lo estraggono dai simulacri della realtà come nelle immagini del film Nostalghia in cui i ruderi dell’abbazia di San Galgano (Siena) sono più vivi di qualunque altra basilica al mondo perchè la telecamera ne coglie l’aderenza al profilo eterno delle cose. Per questo il suo cinema è una poesia che diventa preghiera.

IL CONTENUTO

La vita e le opere del geniale regista raccontate dal figlio, con foto e video d'epoca, registrazioni audio inedite e riprese effettuate sui luoghi vissuti da Tarkovskij in Russia, Svezia e Italia

76 Mostra Internazionale d'arte cinematografica - Venezia Classici Documentari

IDFA - International Documentary Film Festival Amsterdam

PÖFF | Tallinn Black Nights Film Festival

Andrej Tarkovskij. Il cinema come preghiera, mostrato in anteprima all'ultimo Festival di Venezia, viene distribuito da Lab 80 film ed è un racconto attento ed emozionante del lavoro e della vita dell'artista, realizzato con materiali d'archivio, registrazioni audio inedite e nuove immagini.

Tarkovskij, i cui film sono considerati capolavori del cinema mondiale, ha lasciato otto pellicole e il desiderio sempre più crescente di comprendere la sua l’opera. Il film ne racconta la vita e i lavori, lasciando la parola al regista stesso che condivide i suoi ricordi, il suo sguardo sull’arte, le riflessioni sul destino dell’artista e sul senso dell’esistenza umana. Il film comprende rarissime registrazioni audio e registrazioni inedite di poesie di Arsenij Tarkovskij, padre del regista e considerato uno dei più grandi poeti russi del Novecento, che con la sua opera ha influenzato profondamente il cinema del figlio. Le immagini sono costituite da frammenti tratti dai film originali, materiali foto e video d’epoca e riprese effettuate sui luoghi della vita e dei set di Tarkovskij in Russia, in Svezia e in Italia, sua patria adottiva.

Ha detto il regista, Andrej A. Tarkovskij: «Sono stati molti e originali i tentativi di spiegare il fenomeno Tarkovskij nell'arte contemporanea. Ma cosa ne pensava Tarkovskij stesso? Da dove veniva la sua ispirazione? Cosa voleva comunicare alle persone che vedevano i suoi film? Questi sono stati gli obiettivi che mi sono posto realizzando il film, per portare gli spettatori alle origini del suo pensiero e per condividere l'emozione di incontrare di nuovo il grande artista, uomo e mentore che è stato mio padre».

Il film, che è stato selezionato in oltre 50 festival internazionali, è una coproduzione di tre diversi paesi: Italia, Svezia e Russia. In Italia è stato sostenuto dalla produzione associata dell'Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij di Firenze e da Revolver Film.

Chi era Tarkovskij: in russo: Андрей Арсеньевич Тарковский, nato a Zavraž il, 4 aprile 1932 e morto a Parigi, 29 dicembre 1986, è stato un regista, sceneggiatore, scrittore e critico cinematografico sovietico. Il suo cinema è caratterizzato da lunghe sequenze, da strutture narrative atipiche e non convenzionali, da un distinto uso della fotografia cinematografica e da tematiche di tipo spirituale e metafisico. I suoi film più famosi come Stalker, Solaris e Andrej Rublev sono considerati universalmente tra i più grandi capolavori della storia del cinema.