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Tra cenone e veglione, la sfida italo-francese questa volta la vince l'Italia

Tra cenone e veglione, la sfida italo-francese questa volta la vince l'Italia
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Se per gastronomia e vini la grande sfida è sempre tra Italia e Francia, le festività di fine anno portano la gara nel campo più ristretto delle bollicine: non che non si bevano anche rossi e bianchi, anzi. Ma poi, alla fine, dopo cena insomma, il brindisi di Capodanno, perché sia un brindisi degno di rispetto, si fa con champagne o prosecco, magari un Cartizze?

E poi, a casa o al ristorante?

A casa nella gran parte dei casi, in capo al mondo per i più fortunati ma bisogna dire che oltre cinque milioni e mezzo di italiani non disdegnano il cenone al ristorante. E sono circa 78.000 i ristoranti interessati. Le prenotazioni sono in leggero calo rispetto all'anno scorso, -1,3%, non certo drammatico come in Francia, dove gli scioperi hanno paralizzato il settore, con alberghi che hanno avuto prenotazioni in calo del 30% per il mese di dicembre e ristoranti a - 40%. E questo vale anche per il cenone di Capodanno, con molti ristoratori parigini - il cui fatturato per quella sola serata rappresenta di solito intorno all'1% del totale annuo - che lamentano un calo delle prenotazioni anche del 50%, con molto cibo che finirà nella spazzatura.

In Italia si parla di un giro d'affari da 445 milioni di euro, con menù dal prezzo medio di 80 euro per il cenone e 105 se si aggiunge il veglione, secondo una ricerca della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi).

E se parliamo di veglione, vediamo allora cosa si stapperà: si parla di 1,6 milioni di bottiglie nei ristoranti, e la notizia - stando ancora alla FIPE - è che negli esercizi italiani ora le bollicine parlano più italiano: solo l'11,2% dei locali propone esclusivamente Champagne, mentre il 64,4% propone solo spumante italiano. Gli altri li propongono entrambi.

Il rapporto di forze tra spumante e champagne è ancora più netto a favore del prodotto italiano per le cene in casa.

In Francia ovviamente è l'inverso, con lo Champagne a farla da padrone. Ma anche qui, la notizia è che il prosecco ha recuperato molto terreno nel corso dell'anno e viene preso in considerazione anche per le feste di fine anno. A dire la verità è stato lo spritz a trascinare le bollicine italiane quest'anno, ma una volta scoperto il prodotto molti francesi lo mettono in tavola anche per fine anno. mai stato così forte l'export del prosecco, con la Francia che è il quarto mercato dopo Italia, Stati Uniti e Gran Bretagna.

E la Francia è il mercato che ha visto il maggiore incremento. Certo, di strada da fare ce n'è ancora molta, lo champagne vende 145 milioni di bottiglie all'anno e il prosecco 20, ma il rapporto qualità/prezzo è a favore del vino italiano e sono decine di migliaia i francesi che non ritengono più di fare brutta figura alzando con gli amici un calice di bollicine italiane per augurarsi buon anno.

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