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Mondo: ecco gli eventi (tragici e non) che hanno caratterizzato il 2019

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Mondo: ecco gli eventi (tragici e non) che hanno caratterizzato il 2019
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Il 2019 inizia con un terremoto politico in America Latina: il Brasile vira verso l'estrema Destra, guidato da Jair Bolsonaro.

Populista severo, ammiratore di Donald Trump, prende il potere cavalcando l'onda della "tolleranza zero" contro crimine e corruzione, ma finisce nell'occhio del ciclone per alcune opinioni misogine, razziste e omofobe e per la mancata cura dell'Amazzonia, devastata da un'ondata di incendi.

Il Venezuela è in una profonda crisi politica dallo scorso gennaio, quando Juan Guaidó si autoproclama Presidente ad interim, sostenendo che la rielezione di Nicolás Maduro sia illegittima.

Guaidó è sostenuto da dozzine di Paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti, tuttavia Maduro resiste, aiutato da Russia e Cina: il duello è ancora vivo, col Paese che attraversa la peggior crisi economica di sempre.

Il mondo resta sotto shock in marzo, quando un folle suprematista bianco attacca le moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda, durante la preghiera del venerdì, uccidendo 51 persone.

Il terrorista, che trasmette finanche in diretta streaming il primo attacco su Facebook, sarà giudicato nel prossimo giugno.

Il peggiore eccidio di massa nella storia moderna della Nuova Zelanda unisce il Paese nel dolore.

In Spagna, nove politici separatisti catalani sono condannati a una pena detentiva compresa tra 9 e 13 anni, colpevoli di sedizione per il loro ruolo nel referendum del 2017 sull'indipendenza.

Le proteste in Catalogna portano alla peggiore violenza di strada negli ultimi decenni in Spagna: la posizione del Governo di Madrid indica che i politici finiscono in carcere per condotta criminale e non per i loro ideali.

In Ucraina, la finzione diventa realtà: Volodymyr Zelensky, l'uomo che impersonava il Presidente del Paese in una serie TV, lo diventa davvero, vincendo le elezioni con una maggioranza schiacciante.

Riavviare i colloqui di pace sulla guerra nel Donbass è la sua priorità e mantiene la promessa in Normandia, con Russia, Francia e Germania.

Il prossimo round si terrà a marzo a Berlino.

Efrem Lukatsky

Dopo oltre quattro anni di combattimenti contro l'ISIS, la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti annuncia la caduta di Baghouz, ultima roccaforte in Siria: il cosiddetto califfato perde così tutto il suo territorio e anche il suo leader.

"Abou Bakr Al-Baghdadi è morto - annuncia Trump - è stato il fondatore e il leader dell'ISIS, l'organizzazione di terrorismo più spietata al mondo".

Durante un raid nella provincia siriana di Idlib condotto in ottobre dagli Stati Uniti, il leader dell'ISIS si uccide facendo esplodere un giubbotto suicida: il successore è individuato in Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi, subito dopo l'ufficializzazione della notizia.

I leader mondiali si riuniscono a Portmouth e in Normandia per commemorare il 75esimo anniversario degli sbarchi del D-Day, la più grande invasione militare nella storia e l'inizio della liberazione dell'Europa dall'occupazione nazi-fascista.

I leader europei si incontrano anche a Berlino per celebrare i 30 anni dalla caduta del Muro che ha diviso Berlino Est e Ovest: Angela Merkel esorta l'Europa a difendere la democrazia e la libertà, ricordando la caduta di un muro che ha segnato la fine del comunismo e la riunificazione del Paese.

L'anima di Parigi, Il cuore della Francia in fiamme: il 2019 sarà ricordato anche per il fuoco che divora il tetto di Notre-Dame, per cause ancora da accertare: la mobilitazione in tutto il mondo porta ad una valanga di donazioni, quasi un miliardo di euro per il restauro dell'iconico monumento.

Intanto, la famiglia reale britannica annuncia un nuovo membro: Archie Harrison Mountbatten-Windsor.

Harry e Meghan, il duca e la duchessa del Sussex, un anno dopo il loro matrimonio, sono orgogliosi di presentare alla Regina l'ottavo ed ultimo pronipote, ora settimo in linea di successione al trono.