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Sansoni: "Libia a rischio deriva siriana, l'Italia agisca"

Sansoni: "Libia a rischio deriva siriana, l'Italia agisca"
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La crisi libica ha monopolizzato i 'Dialoghi mediterranei' in corso a Roma e sarà protagonista, insieme alla crisi boliviana e ai rapporti Ue-Africa, del consiglio dei ministri degli esteri dellUE di lunedì. Sarà il primo consiglio dei ministri degli affari esteri dell'Unione guidato dal nuovo rappresentante della politica estera UE, lo spagnolo Josep Borrell che si troverà tra le mani una matassa non facile da dipanare. Facile prevedere che ascolti bene l'opinione di Roma.

L'Italia cerca di dominare un dossier, quello libico, che conosce ma che, allo stesso tempo, le sfugge di mano (al vertice Nato è stata esclusa da un meeting ristretto sul tema), mentre altri attori si impongono in fretta: Russia e Turchia in primis.

Il ministro degli esteri Luigi Di Maio ha detto chiaro all'omolgo russo che sulla Libia "Vanno evitate fughe in avanti", deve lavorare l'ONU per una soluzione diplomatica.

Anche il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov si è detto favorevole a percorrere questa strada ma l'attivismo della Russia accanto al generale Kalifa Haftar cambia la scena.

Per il governo di Roma la soluzione politico-diplomatica è l'unica strada, accompagnata dagli sforzi dell'ONU; ma a Tripoli c'è l'assedio e quando arriverà una soluzione diplomatica sarà troppo tardi, secondo il punto di vista di Al Serraj.

Russia e Turchia: interessi opposti

Lo scenario sul campo in Libia è sempre più difficile, i combattimenti continuano.

La presenza di uomini russi non si sa se mercenari o no al fianco di Kalifa Haftar, è cospicua: 1500 unità secondo Tripoli; il governo nella capitale assediata, il governo di Al Serraj, ha dunque firmato un memorandum di collaborazione militare con Ankara. Una mossa che ha allarmato l'UE, il Cairo e le cancellerie di mezzo Mediterraneo. Atene, ad esempio, dopo il memorandum ha espulso l'ambasciatore libico.

Sansoni: "Rischio di deriva siriana in Libia"

Per Alessandro Sansoni(l'intervista è nel video) direttore della rivista "cultura e identità" in Libia c'è serio il rischio che si crei uno scenario come quello siriano, di una guerra per procura. "Se ci dovesse essere una escalation militare e dovessero presentarsi missioni militari di altri Paesi sul suolo libico, la situazione davvero diverrebbe incontrollabile".

Cosa dobbiamo aspettarci dai ministri degli esteri dei 28?

"L'UE non può non allinearsi alle proposte italiane - continua Sansoni - sarebbe uno scavallamento troppo importante del Paese. Ma probabilmente senza un maggiore impegno sul territorio sarà difficile uscire da questa situazione (....) Il governo italiano, tuttavia, è troppo incentrato su problemi domestici: l'Italia deve giocare questa partita con maggiore convinzione".

Dunque sta all'Italia, secondo Sansoni, essere pi`ù presente sul territorio libico (con intelligence, cooperazione economica ecc).

A Bruxelles dovrebbe essere l'Italia a proporre, come Paese storicamente più legato alla Libia, una via d'uscita; azione non facile perché mentre l'Europa spinge per una mediazione politico-diplomatica il governo di Tripoli, sotto assedio, cerca aiuto militare.

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