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Cosa c'è dietro alla crescita di Vox, diventato il terzo partito di Spagna

Cosa c'è dietro alla crescita di Vox, diventato il terzo partito di Spagna
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Santiago Abascal, leader di Vox, vota a Madrid - REUTERS/Susana Vera
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Il partito di destra nazionalista spagnola, Vox, raddoppia i propri seggi in Congresso (dai 24 di aprile ai 52 di novembre) e conferma le previsioni della vigilia diventando il terzo partito di Spagna.

I risultati delle elezioni del 10 novembre (#10N) non lasciano dubbi su quale formazione politica abbia fatto il più grande balzo in avanti. Il partito di Santiago Abascal, entrato in parlamento per la prima volta in primavera, ha guadagnato oltre 4 punti percentuali rispetto a sei mesi fa, necessari tuttavia per acquisire un peso specifico completamente diverso negli equilibri politici della Camera bassa spagnola.

Fondata nel 2013 da ex membri del partito popolare, Vox porta avanti ideali anti-musulmani, anti-femministi, nazionalisti, euroscettici, conservatori e liberali, in economia. Uno degli obiettivi è quello della ri-centralizzazione, con l'abolizione delle autonomie regionali come quella di Barcellona.

Proprio la questione catalana, tornata al centro del dibattito pubblico dopo la dura sentenza della Corte suprema contro il leader secessionisti, è stata decisiva - secondo gli analisti - per questa nuova avanzata della destra nazionalista.

Appena undici mesi fa non avevamo alcuna rappresentanza in nessuna istituzione. Oggi siamo la terza forza politica in Spagna e abbiamo 52 deputati. E siamo riusciti ad essere il partito che è cresciuto di più in termini di voti e seggi
Santiago Abascal
Vox

Catalogna + Franco, mix perfetto per Vox

Vox ha beneficiato della "polarizzazione provocata dall'emergenza della questione indipendentista", l'opinione dell'analista Óscar Sánchez Alonso.

Questo breve periodo pre-elettorale è stato anche segnato dalla polemica sull'esumazione dei resti del dittatore Francisco Franco, la cui eredità storica divide ancora il paese a 44 anni dalla sua scomparsa.

La retorica di Vox gioca con l'idea di una "rinascita" spagnola. Dopo le elezioni di aprile, Vox ha stretto dei patti con il Partito popolare e la formazione di centro-destra, Ciudadanos, per governare i principali comuni, tra cui Madrid o Murcia. Il copione è stato più o meno lo stesso rispetto a quello visto in Andalusia, dove "i verdi" di Abascal hanno fatto il loro ingresso dirompente nel dibattito pubblico nazionale.

Economicamente, il manifesto di Vox è ultra-liberale: dimezzamento dell'aliquota più elevata dell'imposta sul reddito al 15%, riducendo così l'onere fiscale per le imprese; abolizione delle imposte sul patrimonio e sulle successioni. Inoltre, propone di privatizzare parzialmente il sistema pensionistico spagnolo.

Nell'ultimo dibattito pre-elettorale di lunedì, Abascal ha puntato su immigrazione, unità spagnola, lotta agli sprechi e spesa pubblica, tutti temi in gran parte ignorati dai suoi quattro rivali. Ad aprile, la commissione elettorale spagnola aveva impedito a Vox di partecipare ai dibattiti e quindi, per la prima volta, il leader di destra si è potuto rivolgere ad un pubblico televisivo di 8.2 milioni di spettatori.

Abascal, 43 anni, laureato in sociologia, è un politico di carriera dei Paesi Baschi. Pro-nipote di un sindaco franchista e figlio di un leader del PP basco, in passato ha subito minacce - assieme alla sua familgia - dal gruppo terrorista Eta. Da allora ha sempre portato con sé una pistola con la quale dice di difendere i suoi quattro figli, avuti da due diversi matrimoni.

Echeggiando la retorica anti-immigrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è arrivato a proporre la costruzione di un muro intorno alle enclavi spagnole di Ceuta e Melilla pagato dal vicino Marocco.

"Sono un sostenitore della discriminazione", ha detto a 7TV Andalusia nel 2017.

Come Marine Le Pen: giornalisti banditi dai meeting

L'analista Gutiérrez-Peris, professore a Sciences Po, è rimasto colpito dal fatto che la campagna elettorale di Vox sia stata paragonata di più a quella del presidente degli Stati Uniti rispetto a quella della leader dell'estrema destra francese, Marine Le Pen.

"Una delle decisioni più controverse prese dal partito di estrema destra in Spagna è stata bandire i giornalisti dai propri raduni, cosa che Marine Le Pen sta facendo da anni in Francia. Una delle sue strategie più chiare è quella di porre il veto a certi media in modo che non possano andare ai loro meeting né fare domande".

Gutierrez-Peris ritiene che Vox abbia un rapporto di amore-odio con i media. "Più si parla di loro, meglio è. Ma, allo stesso tempo, segnano i giornalisti con una x rossa, come se fossero il male, e li lasciano fuori. Ispirati chiaramente dal Raggruppamento Nazionale di Marine Le Pen".

Le proposte di Vox

  • Intensificare gli sforzi diplomatici per riportare Gibilterra sotto il controllo spagnolo;
  • Abrogare la legge che vieta i simboli dell'era di Franco e prevede il risarcimento alle vittime della dittatura;
  • Divieto di cambiamento di sesso attraverso operazione chirurgica e di abortire nel sistema sanitario nazionale;
  • Abrogare la legge sulla violenza di genere;
  • Passare una legislazione per proteggere la corrida;
  • Deportare gli immigrati clandestini e tutti gli immigrati - anche se legalmente nel paese - che commettano un crimine;
  • Chiudere le moschee "fondamentaliste".

Salvini è felice

Felice per il risultato di Vox è Matteo Salvini, leader della destra italiana: "Faccio i complimenti agli amici di Vox che hanno fatto un risultato incredibile: già mi immagino cosa scriveranno domani i giornali", ha detto nel corso di una trasmissione Tv.

Anche la leader del Rassemblement National francese, Marine Le Pen, si congratula via Twitter con Vox per il risultato nelle elezioni in Spagna. "Il movimento @vox_es ha realizzato questa sera un progresso folgorante in occasione delle elezioni legislative in Spagna", scrive, "Bravo al suo dirigente @Santi_ABASCAL per il suo impressionante lavoro di opposizione, che porta già i suoi frutti dopo soltanto qualche anno!"