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Evo Morales si autoproclama presidente e impone la legge d'emergenza

Evo Morales si autoproclama presidente e impone la legge d'emergenza
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Le cose si complicano in Bolivia. Prima della fine dello spoglio delle schede Evo Morales si dichiara vincitore delle presidenziali e dichiara lo stato di emergenza. Cosa significa tutto questo? Lo abbiamo chiesto all'avvocatessa Gabriela Sejas Zevallos:

"Evo Morales e il suo vicepresidente Alvaro Garcia Linera sono candidati illegali e illegittimi. In questo paese il 21 febbbraio del 2016 c'è stato un referendum e un risultato del 51,3% ha detto che basta; che Morales non poteva presentarsi per un terzo mandato, perché la costituzione boliviana permette solo due mandati.

Questo terzo mandato è totalmente illegittimo (in realtà si tratta del quatro mandato, ma con un artificio legale Morales ha, di fatto, unificato due mandati). Lui è tornato a presentarsi è questo è il risultato: il conteggio dei voti si è paralizzato. Sabato scorso, alle otto di sera, si è arrivati all'83% e hanno smesso di contare le schede. Una cosa cosa molto sospetta perché fino a quel momento la differenza fra Moralles e il suo avversario dell'opposizione era di appena 4 punti, cosa che ci avrebbe portato al ballottaggio il prossimo quindici dicembre. E invece Morales che cosa dice? "Sono il vincitore delle elezioni, vogliono farre un colpo di stato" e lo dice quando non era nemmeno terminato il conteggio elettorale. E lui già si dichiara vincitore? È sospetto.

Evo Morales ha dichiarato lo stato di emergenza e ha chiamato alla mobilizzazione vari settori sociali. Se lo stato d'emerganza sospende i diritti costituzionali? No. I diritti fondamentalli restano vigenti. Diverso sarebbe, se fosse stata dichiarata la legge marziale. Quindi noi continueremo a protestare".

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