Il sindaco Gualtieri ha illustrato in audizione all'Europarlamento la candidatura di Roma come sede della nuova Agenzia delle Dogane Ue. La proposta punta su un edificio gratuito all'Eur e 50 milioni di risparmi per l'Unione, oltre a benefit per i 500 dipendenti e i vantaggi della capitale italiana
"Roma se la gioca per definizione. Ci sono tanti candidati. Tutti se la giocano, ma nessuno ce l'ha in tasca", ha detto il sindaco Roberto Gualtieri, dopo un'audizione per l'assegnazione della sede della nuova agenzia delle Dogane Ue (Euca), mercoledì al Parlamento europeo, per cui concorrono 9 città europee.
"L'Italia è in campo con forza, credibilità e autorevolezza" e "speriamo che sarà una scelta basata il più possibile sul merito", ha proseguito il sindaco che ha illustrato la candidatura alla Commissione Mercato interno e la protezione dei consumatori (Imco) dell'Eurocamera a Bruxelles.
Per la sede dell'Euca la capitale italiana se la gioca, per restare al gergo sportivo del sindaco, con Bucarest (Romania), Lille (Francia), Liegi (Belgio), Malaga (Spagna), Oporto (Portogallo), L'Aja (Olanda), Varsavia (Polonia) e Zagabria (Croazia).
Quali sono in punti forti della candidatura di Roma per l'Euca
Ci sono "tre ragioni principali" per cui Roma è "la location ideale" per la sede dell'Euca ha spiegato il sindaco: la qualità della vita, i collegamenti e l'esperienza internazionale già accumulata, da ultimo con il Giubileo appena concluso.
Gualtieri ha chiamato in causa bellezza e cultura della capitale italiana, dunque, la presenza di tre agenzie dell'Onu e 250 ambasciate con i relativi servizi per la comunità di funzionari, e "l'eccellenza dei collegamenti", grazie all'aeroporto di Fiumicino "premiato per sette anni consecutivi come il migliore d'Europa".
Ma a rendere l'Italia competitiva potrebbe essere l'offerta fatta dal sindaco, che era accompagnato dal sottosegretario all'Economia, Federico Freni, che ha sostituito il ministro Giorgetti, fermato da impegni.
"Pochi Paesi offrono un edificio unico" e "autonomo", cosa "estremamente importante per motivi di sicurezza" e in cui le spese di affitto sono coperte", ha assicurato il sindaco, secondo cui la proprietà dell'edificio entro due anni sarà trasferita all’Euca, consentendo complessivamente un risparmio di 50milioni di euro per l'Ue.
Dove sorgerebbe la sede dell'Euca nella capitale italiana
La sede proposta è all’Eur, un quartiere "moderno", "fantastico" e "particolarmente ben collegato", e vicino alle spiagge, ha detto Gualtieri agli europarlamentari, forse edulcorando le difficoltà delle metropolitane e dei treni extraurbani di Roma.
Secondo il Corriere della Sera, si tratta di un edificio di sette piani costruito negli anni '50 in viale della Civilità romana, capace di ospitare più di 500 dipendenti.
E proprio per questi ultimi il sindaco Gualtieri ha elencato una serie di benefici: esenzione parziale dalle tasse regionali, auto gratis, due milioni di euro a copertura delle spese per le scuola internazionali dei figli, convenzioni per l'assistenza sanitaria e per l'ingresso a musei.
"Infine, ci sarà l'istituzione di un'agenzia di relocation che offrirà pieno supporto al personale Euca e alle loro famiglie nella ricerca di alloggi, scuole, gestione dei visti, assistenza bancaria e finanziaria, accesso ai servizi sanitari e integrazione nella città di Roma", ha concluso Gualtieri.
Come si assegna la sede, la procedura dell'Ue
Le nove candidature includono l'Italia e altri Paesi fondatori dell'Ue per quanto un accordo del 2003 stabilisse che sarebbe stata data priorità ai Paesi di nuova entrata per i quartier generali delle nuove agenzie europee.
Come altri membri storici, l'Italia già ospita infatti agenzie e istituzioni dell'Ue: l’Autorità europea per la sicurezza alimentare a Parma, la Fondazione europea per la formazione professionale a Torino, l’Istituto universitario europeo di Fiesole e il Centro comune di ricerca (Jrc) a Ispra in provincia di Varese.
Nonostante ciò e l'intesa del 2003, la sede dell'Agenzia Ue dei medicinali (Ema) venne spostata ad Amsterdam nel 2017 da Londra, che si dovette abbandonare per via della Brexit. La città olandese vinse in un sorteggio in cui partecipava anche Milano e città dei Paesi dell'Est.
L'assegnazione delle sedi delle agenzie avviene tramite negoziati politici all'interno del Consiglio europeo, che riunisce i ministri degli Stati membri, nelle sue varie configurazioni. Si prevede la conclusione della procedura il mese prossimo.
"Non c'è un accordo a monte. Valgono i rapporti di forza nelle due istituzioni, nel Parlamento e nel Consiglio, esattamente come qualsiasi altra azione legislativa. Pertanto, l'idea di avere una regia per cui adesso tocca a te non esiste più", ha commentato il sindaco Gualtieri ai media a margine dell'audizione.
"Ogni Paese combatte per sé", ha concluso il sindaco a Bruxelles, "poi tesse alleanze" e deve "cercare di avere più voti degli altri".