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La 'piccola Schengen' dei Balcani occidentali è in cantiere

La 'piccola Schengen' dei Balcani occidentali è in cantiere
Diritti d'autore ANDREJ CUKIC
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Di Stefania De Michele
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Vertice trilaterale tra Serbia, Albania e Macedonia del Nord per creare una zona di libera circolazione di persone, beni, capitali

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Il convitato di pietra è l'Unione Europea, che sull'apertura ai Balcani occidentali ragiona da tempo, a condizione che prima vengano risolte le dispute interne. Nel solco di un multilateralismo non più procrastinabile, Serbia, Albania e Macedonia del Nord hanno gettato dunque le basi per la realizzazione di una piccola Schengen.

"Siamo aperti alla partecipazione di tutti e sei i Paesi dei Balcani occidentali - dice il presidente serbo Aleksandar Vucic - qui abbiamo inaugurato i nostri principi ed è comprensibile che tutti siano i benvenuti". Concetto ripreso dal premier macedone Zoran Zaev.

A nessuno basta quello che abbiamo. Ora dobbiamo lavorare insieme per il bene comune
Zoran Zaev primo ministro macedone

La declinazione balcanica del bene comune risiede nella creazione di una zona di libera circolazione delle merci, dei cittadini e dei servizi tra i tre Paesi, che hanno partecipato al vertice di Novisad. La prossima tappa di avvicinamento all'obiettivo è in programma il 10 novembre a Ohrid con una nuova riunione per la definizione di un quadro d'accordo.

Nella dichiarazione congiunta, Zaev e il collega albanese, Edi Rama, hanno sostenuto che "l'idea si basa sull'attuazione delle quattro libertà fondamentali dell'UE: la libera circolazione di persone, beni, capitali e servizi". Vucic, Zaev e Rama avevano affrontato la questione in modo informale nell'incontro del mese scorso a New York, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. Per Vucic, con l'eliminazione delle barriere nell'interscambio si favorirebbe una più intensa collaborazione economica fra i Paesi dei Balcani occidentali: un mercato con 20 milioni di consumatori potenziali.

Secondo la road map, entro la fine del 2021 i cittadini attraverseranno la frontiera senza indugio. I dettagli dell'intesa saranno discussi a Ohrid.

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