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Clima: Ipcc, oceani sempre più caldi, danni in aumento

 Clima: Ipcc, oceani sempre più caldi, danni in aumento
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REUTERS/Lisi Niesner
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6000 riferimenti scientifici, 91 autori e revisori provenienti da 40 Paesi. Il report del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dell'Onu (IPCC) poggia su una solida letteratura scientifica e proietta due scenari sull'impatto del riscaldamento globale: uno auspicabile, con un basso livello di emissioni di gas serra, e un altro distopico (ma non così improbabile), con aumenti di temperatura tra i 3,2 e i 5,4 gradi Celsius.

"La perdita globale dei ghiacciai, la fusione del permafrost sono destinati a continuare, a causa dell'aumento della temperatura dell'aria. La grandezza di questi cambiamenti della criosfera è destinata ad aumentare ulteriormente nella seconda metà del 21/o secolo", è quanto scrive il comitato scientifico dell'Onu nel rapporto su oceani e ghiacci.

La Terra paga un prezzo altissimo alle politiche eco-unfriendly, con ambienti oceanici fragili che devono affrontare una serie di minacce derivanti dai cambiamenti climatici. I fattori di rischio per la salute del Pianeta sono diversi: oltre all'aumento delle temperature, ulteriore acidificazione, diminuzione dell'ossigeno, piogge e cicloni più frequenti e devastanti, diminuzione della biodiversità marina. In tutto il mondo l'innalzamento del livello del mare minaccia le comunità costiere: una situazione disastrosa evocata dal Presidente delle Maldive, Ibrahim Mohamed Solih, all'ONU.

"Per più di 30 anni, noi maldiviani abbiamo lottato per affrontare in modo significativo l'emergenza climatica - ha detto Ibrahim Mohamed Solih - da anni diciamo che questa è la lotta della nostra vita, perché minaccia la nostra stessa esistenza come nazione. Mentre le prove scientifiche sono inconfutabili, c'è stata un'allarmante mancanza di azione globale".

Il quadro è allarmante ma gli scienziati propongono anche soluzioni, tra cui la tutela degli ecosistemi oceanici, l'utilizzo di risorse rinnovabili e la riduzione dell'inquinamento. Dalla paltea dei ricercatori ai giovani che sono scesi in piazza per chiedere azioni contro il vulnus all'ambiente, si alza un appello con un comune denominatore: è necessario agire in fretta.

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