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La Brexit in scena a Strasburgo aspettando la venticinquesima ora

La Brexit in scena a Strasburgo aspettando la venticinquesima ora
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© European Union 2019 - Source : EP - Mathieu CUGNOT
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Orgoglio e pregiudizio tra Gran Bretagna e Unione europea non sono un movente per risolvere il giallo politico del decennio: Londra taglierà la corda o no? Ci si nasconde dietro a formule fumose, come il backstop, tecnicamente la rete di sicurezza per proteggere la Repubblica d'Irlanda dai contraccolpi di un'uscita traumatica del Regno unito dall'Ue. Non sono escluse però, anche le smargiassate per giocarsi l'utima carta alla venticinquesima ora. E gli eurodeputati son ben contenti di partecipare al drammone elisabettiano

Nel senso che Bruxelles, più che a Boris, lo zar della nebbia sulla Manica, si guarda a Bucking Palace e alla Common law, i precedenti giurisprudenziali che risalgono a Guglielmo il Conquistatore, AD 1066, con formule scritte in antico francese, perché, ironia della sorte, franco-normanno era quel re.

Ma Jean-Claude Juncker, avvocato lussemburghese, e preiodente della commissione europea uscente, preferisce le sterili formulazioni giuridiche contemporanee, un ruolo che se ben recitato, da le sue soddisfazioni, quello di mastro leguleio, balivo granducale: "ho detto al primo ministro Boris Johnson che non avrò nessuna affezione particolare per il back stop, ma resterò attaccato allo scopo a cui serve. Ecco perché ho invitato il primo ministro britannico a fare proposte concrete, scritte, su eventuali metodi alternativi per raggiungere gli stessi scopi

Nel dramma in scena da tre anni, il negoziatore Barnier è nella parte dell'inquisitore di inglesi, Barnier, ma ripete sempre le stesse battute. Eppure, provoca sempre le stesse risate nel parterre dei brexiteer, il segreto è nei tempi comici quando pronuncia con accento francese la formula "unione doganale".

Barnier e Juncker hanno incontrato il premier johnson in Lussembrugo lunedi scorso. In assenza di risultati si sono ripromessi di tornare a vedersi. Le repliche del teatro instabile dovrebbero proseguire fino al 31 di ottobre, ma dato il successo di pubblico, ci si aspettano tre mesi supplementari per scaldare l'inverno 2020